Corea del Nord: Cina e Russia chiedono risoluzione pacifica

Pubblicato il 20 settembre 2017 alle 16:03 in Asia Corea del Nord

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I ministri degli esteri della Cina e della Russia hanno chiesto una conclusione pacifica del “circolo vizioso” in atto nella penisola coreana, durante il loro incontro ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il 19 settembre. Mentre gli Stati Uniti vorrebbero assistere alla caduta di Kim Jong-un, Russia e Cina ritengono prioritario che il dittatore della Corea del Nord rimanga al suo posto.  

Il capo della diplomazia della Cina, Wang Yi, e la sua controparte della Russia, Sergei Lavrov, hanno chiesto a tutte le parti coinvolte nella questione nordcoreana di cercare una “risoluzione pacifica” dell’empasse attuale in cui a ogni nuovo test della Corea del Nord seguono nuove esercitazioni congiunte da parte di Stati Uniti e Corea del Sud, secondo quanto ha comunicato il Ministero degli Esteri della Cina.

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Il ministro Wang Yi ha affermato che la Cina continuerà a implementare a pieno le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e si farà carico della sua porzione di responsabilità. Allo stesso tempo, Wang Yi ha chiesto a tutti agli altri attori coinvolti di agire in modo responsabile e di dare un contributo positivo per la risoluzione della questione nordcoreana. “È necessario spezzare il circolo vizioso che si è creato in Corea del Nord e riprendere il dialogo e i negoziati, che rappresentano una porzione fondamentale delle risoluzioni dell’Onu”, ha affermato il ministro. La Cina e la Russia sulla questione del nucleare in Corea del Nord sono completamente concordi e hanno avanzato una proposta concreta per la sua risoluzione, ha dichiarato Wang Yi. La proposta citata è quella nota come “ricetta cinese del doppio binario”. Si tratta di un piano diviso in due parti. La prima parte, che è la premessa per la fattibilità della seconda, prevede lo stop immediato dei test nucleari di Pyongyang da un lato e delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti dall’altro. La seconda parte del piano, possibile solo se la prima fase sarà stata completata, prevede il ritorno al dialogo negoziale, pur mantenendo una parte di sanzioni economiche.

Il ministro degli esteri della Russia, Lavrov, ha affermato che la posizione del suo paese è identica a quella della Cina, secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri di Pechino.

L’orientamento della Cina è rimasto invariato, anche se la Casa Bianca, lunedì 18 settembre, ha affermato che il presidente della Cina, Xi Jinping, in un colloquio telefonico con Donald Trump, avrebbe accettato di massimizzare la pressione sulla Corea del Nord. Nel suo report sulla telefonata in lingua cinese, il Ministero degli Esteri cinese non ha fatto cenno a tale accordo, limitandosi ad affermare che i due leader hanno avuto uno scambio di vedute in merito alla questione nordcoreana.

Le dichiarazioni dei ministri degli esteri di Cina e Russia giungono in seguito a una nuova escalation di tensioni iniziata il 3 settembre con il sesto test nucleare della Corea del Nord , seguito dall’approvazione di una nuova risoluzione e nuove sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’11 settembre. A tutto ciò, Pyongyang ha risposto con il lancio di un missile balistico a raggio intermedio da parte di Pyongyang che ha sorvolato il cielo del Giappone, venerdì 14 settembre. Da ultimo, il 17 settembre, la Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno avviato un’esercitazione aerea congiunta con bombardieri e fighters sulla penisola coreana, mentre Russia e Cina aprivano l’esercitazione navale annuale a Vladivostok, non lontano dal confine tra Russia e Corea del Nord.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Ilaria Tipà

di Redazione

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