Hayat Tahrir al-Sham sta conquistando la provincia di Idlib

Pubblicato il 19 settembre 2017 alle 20:07 in Medio Oriente Siria

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Mentre l’ISIS sta progressivamente perdendo terreno nei principali centri urbani in Siria, quali Raqqa e Deir Ezzor, la branca di al-Qaeda, Hayat Tahrir al-Sham (HTS), si sta impadronendo di vaste porzioni di territorio nel nord-ovest del Paese, nella provincia di Idlib.

Bandiera di Hayat Tahrir al-Sham. Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera di Hayat Tahrir al-Sham. Fonte: Wikipedia Commons

Kyle Orton, analista e ricercatore presso l’Henry Jackson Society, ha spiegato a The New Arab che Hayat Tahrir al-Sham è riuscita a prendere il controllo della zona infiltrandosi nell’amministrazione civile e effettuando continue espulsioni, assassini e intimidazioni. “Per ora, i jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham non stanno compiendo attacchi al di fuori dei confini siriani, ma, se ci sarà una mossa contro di loro, sicuramente inizierebbero a colpire la Turchia e a cercare di raggiungere l’Europa”, ha riferito Orton.

Dal momento che Siria e Turchia condividono ampi confini, il territorio turco è particolarmente vulnerabile alle infiltrazioni da parte dei gruppi terroristici locali. Per questo motivo, nel corso dell’estate passata, la Turchia aveva cercato di intervenire nella provincia di Idlib per spodestare Hayat Tahrir al-Sham. In particolare, le truppe di Ankara, insieme agli alleati siriani della Free Syrian Army, si erano posizionate nella città siriana di Tal Rifaat, dell’enclave curda di Afrin, per spodestare anche i combattenti curdo-siriani delle People’s Protection Units (YPG), alleati della coalizione internazionale a guida americana che combatte l’ISIS.

Tuttavia, la sconfitta della fazione dei ribelli siriani di Ahrar al-Sham, sostenuti dalla Turchia, ha limitato le azioni turche nella zona, lasciando Ankara priva di un alleato in Siria che fosse in grado di contrastare i jihadisti affiliati ad al-Qaeda.

Ad avviso di Orton, HTS ha tutte le capacità di poter compiere un attacco all’estero e, in quel caso, la Turchia sarebbe il primo bersaglio, data la vicinanza geografica. “Hayat Tahrir al-Sham ha un potere molto inferiore all’ISIS, ma professa la stessa ideologia e sicuramente farà di tutto per consolidare il proprio controllo sul territorio”, ha riferito l’esperto.

In conclusione, Orton ritiene che al momento le Hayat Tahrir al-Sham non costituiscono una minaccia urgente, ma che, al contempo, la Turchia e gli altri Paesi vicini, compresa l’Europa, dovrebbero preoccuparsi dei piani futuri dell’organizzazione.

Sofia Cecinini

di Redazione

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