IMMIGRAZIONE: NUOVA MISSIONE ITALIANA AI CONFINI MERIDIONALI DELLA LIBIA

Pubblicato il 18 settembre 2017 alle 11:32 in Europa Immigrazione

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In occasione della riunione del Comitato Misto Italo-Libico, presieduto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, l’Italia ha reso noto che organizzerà una missione presso i confini meridionali della Libia. L’obiettivo del progetto è quello di creare una base logistica per gli agenti che controllano le frontiere e di facilitare la presenza delle organizzazioni dell’Onu.

Il ministro dell'interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Al meeting, che si è tenuto venerdì 15 settembre al Viminale, ha partecipato una delegazione libica composta dai ministri dell’Interno, della Difesa, degli Affari Esteri, guidata dal vice ministro dell’Interno libico, Ashour. Per la parte italiana, oltre a Minniti, erano presenti l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, alcuni rappresentanti della Commissione Europea, funzionari del Ministero degli Esteri, Agenzie dell’Onu, membri dell’Azione Esterna dell’Unione Europea, il Comando Generale della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Come si legge nel comunicato del Ministero dell’Interno italiano, la delegazione libica ha ringraziato l’Unione Europea, e in particolare l’Italia, per gli sforzi dimostrati “per contenere il flusso dei migranti dal confine Sud e per migliorare le condizioni socio-economiche delle comunità locali”. I funzionari libici, tuttavia, hanno richiesto un ulteriore impegno nella gestione della situazione insieme alle autorità del Niger, del Ciad e del Mali, alla luce della presenza di numerosi migranti in Libia.

L’International Organization for Migration (IOM), presente alla riunione, ha affermato di voler aumentare il proprio impegno nel Paese nordafricano, cercando di assistere, entro la fine dell’anno, tra le 15,000 e le 20,000 persone, e rendendo le procedure di rimpatrio più efficienti. Allo stesso modo, l’Onu interverrà per accelerare i ricongiungimenti familiari. Entrambe le organizzazioni hanno assicurato il proprio supportò al Governo di Accordo nazionale (GNA) libico, guidato dal premier Fayez Serraj, per migliorare le condizioni dei centri di accoglienza, cercando di allinearli agli standard internazionali.

I confini a sud della Libia, con il Niger e il Ciad, sono particolarmente importanti poiché, come ha spiegato Minniti, sono territori poco controllati che potrebbero presto trasformarsi in ambienti propizi non solo per i trafficanti, ma anche per i gruppi terroristici. Per questa ragione, le frontiere meridionali europee non dovrebbero più essere considerate i Paesi del Nord Africa, ma dovrebbero essere spostate più a sud, al confine con il Niger e il Ciad.

Nonostante il numero degli sbarchi sia diminuito nei mesi di luglio e agosto, il quotidiano The New Arab ha riportato che, nel corso della settimana passata, la Guardia Costiera libica ha salvato più di 3,000 migranti, mentre l’Italia ne ha soccorsi circa 2,000 nel solo fine settimana. Ciò significa che la tratta del Mediterraneo centrale rimane ancora attiva.

Sofia Cecinini

di Redazione

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