GLI USA ESPANDERANNO LA ZONA DI SICUREZZA A KABUL

Pubblicato il 18 settembre 2017 alle 17:24 in Afghanistan USA e Canada

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I confini della Green Zone di Kabul verranno allargati per includere al loro interno la base militare americana conosciuta con il nome Kabul City Compound, ex quartier generale delle American Special Operations nella capitale afghana.

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

La Green Zone è il distretto della città che è sotto il controllo delle forze di sicurezza americane, distante circa 100 miglia dalla base militare e collegato ad essa da una serie di chek-point della polizia. L’allargamento dei confini della Green Zone fa parte di un progetto pubblico, che verrà messo in atto nel corso dei prossimi due anni, per includere tutti gli edifici delle ambasciate occidentali al suo interno, insieme ai principali ministeri governativi afghani e ai quartier generali della NATO e degli USA.

Tale decisione è stata presa principalmente alla luce dei crescenti attacchi dei talebani e dei gruppi armati locali contro i distretti centrali di Kabul, ma anche per proteggere gli interessi americani a lungo termine nella città. Sembra infatti che, in linea con la nuova strategia statunitense in Afghanistan, annunciata da Donald Trump lo scorso 21 agosto, oltre ad aver aumentato il numero delle truppe americane presenti nel Paese asiatico da 11,000 a 15,000, gli USA prevedano di rimanere in Afghanistan per altri 10 anni. Tuttavia, Trump non ha voluto riferire i dettagli della nuova strategia, facendo supporre che la missione americana in Afghanistan continuerà ancora per molto tempo, nonostante la posizione contraria assunta dall’opinione pubblica statunitense.

In un articolo pubblicato sul New York Times, l’inviato in Afghanistan Rod Nordland spiega che in occasione del summit di Varsavia della NATO, tenutosi l’8 e il 9 luglio 2016, gli Stati Uniti e gli alleati avevano concordato di assistere le forze di sicurezza afghane almeno fino al 2024, anno in cui sarebbero state presumibilmente pronte per provvedere autonomamente alla difesa del proprio Paese.

Adesso, invece, l’allargamento della Green Zone permetterà agli americani e alle forze della NATO di rimanere al sicuro a Kabul per più tempo, senza rischiare i continui attacchi dei talebani. Come è noto, la capitale afghana è uno dei luoghi più pericolosi del Paese, dove viene ucciso il maggior numero di persone, soprattutto per mano dei continui attentati suicidi. La decisione di allargare della zona di sicurezza è stata presa in considerazione in seguito ad un attentato suicida, presso un’entrata della Green Zone, che si è verificato il 31 maggio 2017. L’attacco distrutto quasi l’interno edificio dell’ambasciata tedesca, dove sono morte circa 150 persone. Il bilancio sarebbe potuto essere ancora più alto, ma grazie ad una soffiata dalle forze di sicurezza le autorità tedesche avevano fatto evacuare il palazzo la settimana precedente all’attentato.

Nella prima fase del progetto, che durerà per un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi, verrà chiusa una serie di strade per allargare i confini dell’attuale Green Zone. Dal momento che il nuovo perimetro andrà a comprendere anche alcune delle autostrade principali della città, verrà creato un anello stradale per far defluire il traffico. Nella fase finale, verrà istituita una Blue Zone, più grande della Green Zone, che coprirà quasi tutto il centro della città, dove verrà limitato il traffico, soprattutto ai camion e ai furgoni, per elevare al massimo i livelli di sicurezza dell’area.

Gli Stati Uniti hanno un interesse vitale nell’Afghanistan. Dall’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, l’obiettivo principale delle amministrazioni americane è stato sempre quello di prevenire un secondo attacco simile. Su ordine dell’allora presidente George W. Bush, gli USA invasero il Paese asiatico nel 2001 per eliminare i talebani e fornire supporto al governo locale, al fine di rafforzare l’autorità governativa. 16 anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi sono riusciti ad evitare un secondo attacco simile a quello delle Torri Gemelle, senza tuttavia essere riusciti a risolvere l’instabilità del Paese.

Sofia Cecinini

di Redazione

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