AVANZATA RUSSA IN SIRIA: PARLA IL COMANDANTE

Pubblicato il 18 settembre 2017 alle 9:10 in Russia Siria

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Aleksandr Lapin, comandante delle operazioni del contingente russo in Siria, spiega come, nel corso dell’offensiva verso Deir ez-Zor, l’aviazione russa e le forze governative siriane abbiano cambiato metodi di combattimento per sfondare le linee nemiche.

Aerei militari russi. Fonte: Wikimedia Commons.

Aerei militari russi. Fonte: Wikimedia Commons.

“Durante la liberazione della città siriana di Akerbat, avvenuta prima dell’offensiva su Deir ez-Zor, sono stati utilizzati nuovi metodi di conduzione della guerra” – è quanto ha dichiarato il comandante delle operazioni del contingente militare russo in Siria, il generale Aleksandr Lapin.

Secondo il generale sono stati effettuati massicci bombardamenti da parte dell’aviazione russa, sono state scardinate le difese delle forze nemiche in diverse zone del fronte e sono state eliminate le sacche di resistenza dei jihadisti nei quartieri meridionali della città di Akerbat

Come osservato dal generale, la liberazione di Akerbat, avamposto dell’ISIS, ha permesso “di sviluppare una forte azione offensiva” su Deir ez-Zor, sbloccando l’assedio alla città e raggiungendo il fiume Eufrate.

Il rappresentante del ministero della Difesa ha osservato che durante i combattimenti nella zona di Akerbat sono stati eliminati più di 1.200 terroristi e oltre 3000 tra basi, campi d’addestramento e depositi di armi, così come 49 carri armati, 157 pick-up con mitragliatrici e cannoni antiaerei e 80 unità di artiglieria.

“Proprio ad Akerbat c’è stata la svolta che ha dato il via all’avanzata su Deir ez-Zor” — ha aggiunto Lapin

Secondo Lapin, le difficoltà per debellare i terroristi ad Akerbat erano dovute all’organizzazione della linea difensiva da parte degli uomini dell’ISIS, linea difensiva che era composta da barricate, tunnel, bunker e rifugi.

“Una città sotterranea composta da gallerie lunghe da 100 a 800 metri, con passaggi interrati per il trasporto di armi e munizioni. Tutte queste gallerie, tuttavia, sono state scoperte dai droni dell’aviazione russa nel corso delle operazioni di ricognizione e successivamente distrutte” — ha detto il generale, assicurando che solo con questa tecnica è stato possibile conquistare l’avamposto jihadista.

Come rilevato da Lapin, sono stati i soldati governativi siriani a conquistare la cittadina, combattendo casa per casa contro i miliziani dell’ISIS.

“Il nemico veniva attaccato e distrutto di giorno e di notte senza sosta con il supporto diretto dell’aviazione russa” — ha concluso il generale.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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