MALESIA: SVENTATO PIANO DI ATTACCO AI LUOGHI DI CULTO NON ISLAMICI

Pubblicato il 15 settembre 2017 alle 6:04 in Asia Malesia

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La Malesia continua a portare avanti le sua lotta al terrorismo e all’estremismo islamico. Durante l’ultima operazione di polizia, sono stati arrestati 3 uomini tutti fedeli all’Isis, uno dei quali pianificava attentati contro i luoghi di culto non-musulmani.

La polizia della Malesia ha arrestato un giovane di 21 anni legato all’Isis sospettato di aver ricevuto ordini dalla Siria di attaccare i non-musulmani nei loro luoghi di culto. Il ragazzo arrestato dalla polizia della Malesia ha 21 anni ed è disoccupato. È stato arrestato durante un’operazione delle forze dell’ordine condotta tra l’8 e il 10 settembre nelle città di Perak, Selangor e Melaka. L’uomo “aveva ricevuto istruzioni da un membro malese dell’Isis al momento in Siria. Gli era stato chiesto di comprare un’arma, una mitragliatrice M-16, per organizzare una serie di attentati ai luoghi di culto dei non-musulmani”, secondo quanto riferito dall’ispettore generale della polizia malese Mohamad Fuzi Harun. Le forze dell’ordine non hanno riferito quali fossero di preciso i luoghi culto obiettivo degli attentati. Il ventunenne si era unito alle fila dell’Isis all’inizio del 2017 e aveva ricevuto istruzioni dal fuggitivo malese Mahmud Ahamad, capo della fazione pro-Isis del gruppo terroristico delle Filippine Abu Sayyaf ed esperto nell’assemblaggio di ordigni rudimentali. Il ragazzo aveva provato a costruire le sue bombe per tre volte, secondo l’ispettore generale, infatti la polizia ha sequestrato diversi componenti chimici utilizzati per gli ordigni nel suo appartamento.

L’operazione della polizia della Malesia ha condotto anche all’arresto di un trentottenne che pianificava di unirsi ai gruppi militanti alleati dell’Isis nel sud delle Filippine. Un terzo uomo è stato arrestato, un autista di pullman di 41 anni che era in procinto di partire per la Siria per combattere per l’Isis.

La Malesia, come gli altri paesi del Sud-Est Asiatico, ha rafforzato le sue operazioni anti-terrorismo e i controlli sulle cellule islamiche estremiste, soprattutto a partire dal 23 maggio scorso, quando un gruppo di militanti islamisti fedeli all’Isis hanno assediato la città di Marawi, nel sud delle Filippine. L’assedio di Marawi ha rappresentato la concretizzazione del timore dei governi dei paesi del Sud-Est Asiatico di un contagio delle ideologie jihadiste estremiste dell’Isis tra i gruppi militanti della regione. La peggiore preoccupazione di Malesia, Indonesia e Filippine è che i soldati dell’Isis che perdono terreno in Siria e in Iraq possano decidere di spostarsi nel Sud-Est Asiatico, dove i gruppi militanti locali hanno giurato loro fedeltà e sono pronti a costruire nuovi califfati islamici.

Ilaria Tipà

di Redazione

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