LA DIMINUZIONE DEGLI SBARCHI: IL RUOLO DELL’ITALIA

Pubblicato il 15 settembre 2017 alle 13:01 in Europa Immigrazione

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Le statistiche del Ministero dell’Interno mostrano che, a partire dal mese di luglio, gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti. Dopo il picco di maggio, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a giugno e 3,918 a luglio. Ad agosto è stato riscontrato un nuovo lieve aumento, con 6,282 sbarchi sulle nostre coste.

Il commissario dell’Unione Europea per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha spiegato che la diminuzione dei flussi migratori lungo la rotta centrale del Mediterraneo, tra la Libia e l’Italia, “è il risultato di una cooperazione ben coordinata con gli altri Paesi della regione e soprattutto del ruolo dell’Italia, che ha fatto da pioniere sotto la guida del ministro dell’Interno, Marco Minniti”.

Per meglio comprendere come l’impegno italiano abbia contribuito a diminuire il volume dei flussi migratori negli ultimi mesi, è necessario ripercorrere le azioni effettuate da Roma dallo scorso febbraio a oggi.

Il 4 febbraio 2017, l’Italia ha firmato un accordo sull’immigrazione con la Libia, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione tra i due Stati. Con tale accordo, Roma e Tripoli miravano a intervenire per scoraggiare l’immigrazione clandestina e rimandare i migranti irregolari nei loro Paesi di provenienza entro una settimana dopo il loro fermo.

Successivamente, il 2 aprile, il governo italiano ha reso noto che 60 leaders tribali libici avevano firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti dalla Libia verso l’Europa.

Il 6 luglio, in occasione della riunione informale del Consiglio dei ministri europei a Tallin, Minniti ha presentato un Codice di Condotta per le Ong, il quale contiene serie di regole precise che tutte le organizzazioni firmatarie devono rispettare nel corso dei salvataggi di migranti in mare, per diminuire il flusso dei traffici illegali di esseri umani dalla Libia all’Italia. Tale documento è stato fonte di grandi contrasti all’interno del panorama politico italiano che, il 7 agosto, hanno raggiunto l’apice sfiorando una crisi di governo.

Il 28 luglio, il premier italiano, Paolo Gentiloni, ha approvato una risoluzione per l’organizzazione di un’ulteriore missione di supporto per la Guardia Costiera libica.

Il ministro dell'interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Durante l’estate, Minniti ha reso noto che i confini a sud della Libia con il Niger e il Ciad sono un punto da tenere sotto controllo con attenzione, poiché stanno diventando in un ambiente propizio per i gruppi terroristici e i trafficanti di esseri umani a causa dei bassi livelli di controllo. Per questa ragione, le frontiere meridionali europee non dovrebbero più essere considerate i Paesi del Nord Africa, ma si sarebbero spostate più a sud, al confine con il Niger e il Ciad. In linea con tale constatazione, il 28 agosto, in occasione del vertice di Parigi sull’immigrazione, i leader di Italia, Francia, Germania, Spagna, il ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico, Fayez Serraj e l’Alto rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, si sono riuniti all’Eliseo insieme ai capi di Stato del Niger e del Ciad per discutere sulla sicurezza e l’immigrazione.

Il 30 agosto, l’Italia si è offerta di addestrare e formare 1,000 membri della marina libica, per fornire servizi di controllo anti-immigrazione illegale e di indagini criminali.

L’impegno italiano è stato lodato, mercoledì 13 settembre, dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, il quale ha riferito che “l’Italia ha salvato l’onore dell’Europa nel Mediterraneo”.

Ieri, giovedì 14 settembre, Avrampopoulos, oltre ad aver ringraziato l’Italia, ha riferito: “Ora che stiamo riuscendo a tenere i flussi sotto controllo, dobbiamo consolidare la situazione, dando la priorità a tre azioni: continuare a sostenere la Libia; e migliorare i canali di protezione dei migranti, creando vie di entrata in Europa legali”. A tal fine, secondo il commissario, è necessario sostenere il Fondo per l’Africa, in modo che la situazione dei migranti in Libia migliori, e spingere per una soluzione politica che ponga fine all’instabilità cronica del Paese nordafricano.

Nonostante la riconoscenza dell’Unione Europea, sono volate indiscrezioni su presunti accordi segreti tra l’Italia e i trafficanti di esseri umani libici. Un articolo pubblicato ieri sul quotidiano francese Le Monde ha avanzato tale ipotesi, attribuendo la diminuzione dei flussi a patti illegali con gli scafisti. Il governo italiano ha negato le accuse, insistendo sulla trasparenza delle proprie azioni.

Sofia Cecinini

di Redazione

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