EGITTO: IL RITORNO DELL’AMBASCIATORE ITALIANO

Pubblicato il 15 settembre 2017 alle 11:30 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ambasciatore italiano è tornato al Cairo dopo più di un anno da quando il suo predecessore era stato richiamato in patria, l’8 aprile 2016, a seguito dell’uccisione del ricercatore italiano, Giulio Regeni.

Striscione per la morte di Giulio Regeni. Fonte: Wikimedia Commons

Striscione per la morte di Giulio Regeni. Fonte: Wikimedia Commons

Gli ufficiali dell’aeroporto del Cairo hanno riferito che l’ambasciatore italiano, Giampaolo Cantini, sarebbe arrivato nella capitale egiziana mercoledì 13 settembre 2017, dove sarebbe stato accolto dall’assistente del ministro degli Esteri, Ashraf Mounir. Anche l’ambasciata italiana in Egitto avrebbe confermato l’arrivo del proprio diplomatico.

In precedenza, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, aveva ricevuto una telefonata dalla propria controparte italiana che lo avrebbe informato della decisione di inviare un nuovo diplomatico in Egitto, chiedendogli di approvare la nomina del nuovo ambasciatore.

Il 14 agosto 2017, l’Italia aveva annunciato il ritorno del proprio ambasciatore nel Paese africano, dopo 15 mesi dall’uccisione di Regeni, scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016. In tale occasione, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, aveva sottolineato che la ripresa dei rapporti diplomatici con l’Egitto non avrebbe in alcun modo posto fine alle indagini in merito alla morte di Regeni. Alfano aveva affermato: “L’impegno del Governo italiano rimane quello di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Giulio, inviando a Il Cairo un autorevole interlocutore che avrà il compito di contribuire, tramite i contatti con le autorità egiziane, al rafforzamento della cooperazione giudiziaria e, di conseguenza, alla ricerca della verità”.

Giulio Regeni era un ricercatore italiano della Cambridge University scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016. Al momento della scomparsa, il ricercatore si trovava in Egitto per compiere alcune ricerche sui sindacati egiziani. Il 3 febbraio 2017, il suo cadavere era stato ritrovato in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, poco fuori dalla capitale. Il corpo senza vita di Regeni mostrava segni di tortura. In seguito a tale avvenimento, il governo italiano aveva richiamato in patria il proprio ambasciatore al Cairo, interrompendo in questo modo tutti i rapporti diplomatici con l’Egitto.

Il giorno precedente all’arrivo del nuovo ambasciatore italiano al Cairo, martedì 12 settembre, l’avvocato, Ibrahim Metwally Hegazy, che aveva fornito assistenza legale alla famiglia di Regeni, era stato arrestato dalle autorità egiziane mentre stava per lasciare il Paese.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.