COREA DEL NORD MINACCIA DI FAR SPROFONDARE IL GIAPPONE

Pubblicato il 14 settembre 2017 alle 21:02 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord aveva annunciato di voler accelerare il suo programma nucleare e missilistico a scopo puramente difensivo, mercoledì 13 settembre. Giovedì 14, invece, l’agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang, la KCNA, ha riportato dure minacce dirette a uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti nel Pafico: il Giappone.

La Corea del Nord “farà sprofondare il Giappone” e ridurrà gli Stati Uniti “in cenere e oscurità” per aver sostenuto la nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il nuovo pacchetto di sanzioni in essa contenute. Le nuove disposizioni delle Nazioni Unite sono state approvate dal Consiglio all’unanimità l’11 settembre e comprendono forti limitazioni alle importazioni di carburanti e petrolio dirette a Pyongyang, il blocco del commercio di prodotti tessili e il congelamento dei trasferimenti finanziari dei nordcoreani residenti all’estero verso la madrepatria. La risoluzione 2375 chiede anche il ritorno al dialogo con la Corea del Nord. Quest’ultima parte è stata fortemente voluta dalla Cina e dalla Russia, le quali hanno evitato che la proposta iniziale degli Stati Uniti – l’embargo totale delle forniture di carburanti e petrolio – venisse approvata dal Consiglio di Sicurezza.

Il Comitato per la Pace nell’Asia Pacifico – l’organismo nordcoreano che si occupa dei rapporti con l’estero e della propaganda – ha definito l’ultima risoluzione dell’Onu uno “strumento del male” creato da paesi “ricattati con il denaro” che si muovono agli ordini degli Stati Uniti.

Le minacce di Pyongyang non sono rivolte sono agli Usa, ma anche al Giappone, loro alleato. “L’arcipelago e le sue quattro isole devono essere fatte sprofondare nel mare dalle bombe nucleari Juche della Corea del Nord. Il Giappone non ha più ragione di esistere vicino a noi”, ha dichiarato il Comitato in un comunicato diffuso dalla KCNA, giovedì 14 settembre. Il termine “Juche” indica l’ideologia del regime nordcoreano che prevede un mix tra le teorie marxiste e una forma di nazionalismo estremo che punta all’indipendenza totale del paese. L’ideologia Juche è stata inventata dal nonno dell’attuale leader Kim Jong-un, Kim Il-Sung, fondatore della Corea del Nord.

Il comunicato dell’organismo di Pyongyang per la politica estera non risparmia gli Stati Uniti. “Ridurremo gli Usa in cenere e oscurità. Mobilitiamo tutti i mezzi di vendetta che abbiamo preparato finora”, recita il comunicato.

La Corea del Sud non viene minacciata direttamente nel comunicato, ma viene definita “traditrice e cagnolino degli Stati Uniti”, quindi l’allerta rimane alta nel paese. Il presidente di Seoul, Moon Jae-in, ha continuato a ribadire di essere contrario all’introduzione di armi nucleari nel suo paese, siano esse da sviluppare autonomamente o importate dagli Stati Uniti. La Corea del Sud non detiene armi nucleari dall’inizio degli anni novanta del secolo scorso. “Rispondere alla Corea del Nord armandoci anche noi con ordigni nucleari non servirebbe per mantenere la pace nella penisola, anzi potrebbe portare a una corsa agli armamenti nucleari in tutta l’Asia nord-orientale”, ha affermato Moon Jae-in in un’intervista alla CNN.

Il Ministro per l’Unificazione di Seoul ha affermato che stanzierà 8 milioni di dollari tramite il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite e tramite l’UNICEF per aiutare i bambini e le donne in gravidanza in Corea del Nord. Si tratta del primo pacchetto di aiuti umanitari che Seoul approva dal 4° test nucleare della Corea del Nord avvenuto nel gennaio 2016.

Il Giappone ha criticato aspramente le dichiarazioni di Pyongyang. “Il comunicato è estremamente provocatorio e oltraggioso. Esaspera ancora di più la tensione nella regione ed è assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato il Segretario del Capo di Gabinetto di Tokyo, Yoshihide Suga.

Le dichiarazioni e le minacce del Comitato per la Pace nell’Asia Pacifico giungono in seguito all’annuncio da parte della KCNA della volontà della Corea del Nord di accelerare lo sviluppo dei suoi programmi militari e missilistici, il 13 settembre. L’agenzia di stampa ufficiale del regime aveva anche affermato che Pyongyang considera le armi nucleari finalizzati a scopi puramente difensivi e che reputa gli Stati Uniti unici colpevoli della tensione nella penisola coreana.

Ilaria Tipà

di Redazione

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