ATTACCO DI BARCELLONA: UNA SINTESI DI CIO’ CHE SAPPIAMO

Pubblicato il 24 agosto 2017 alle 11:50 in Europa

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La polizia catalana ha scoperto un secondo covo della cellula terroristica responsabile dell’attacco di Barcellona, questa notte, a 15 Km da Cambrils, dove sono stati rinvenuti i documenti bruciati di due membri, Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub, insieme a scontrini di 500 litri di acetone. Tale indizio indica che i terroristi stavano preparando ordigni con il perossido di acetone, sostanza generalmente utilizzata dai militanti dello Stato Islamico per compiere gli attacchi.

Intanto, il 23 agosto, i 4 sospettati arrestati la scorsa settimana sono apparsi di fronte alla Corte nazionale spagnola di Madrid.

Si tratta di Driss Oukabir, Sahal el Karib, Mohammed Aalla e Mohames Houli Chemlal. La polizia spagnola ha dichiarato che la cellula terroristica responsabile dell’attentato del 17 agosto è stata smantellata, in quanto i suoi 12 membri sono stati o uccisi, o arrestati. Secondo le indagini, questo gruppo era stato indottrinato dall’imam 45enne Adbelbaski Es Satty, che viveva a Ripoll come gli altri membri della cellula. Ad avviso delle autorità, sarebbe stato lui a unire gli 11 ragazzi, introducendoli all’estremismo violento. Mentre l’imam era noto alle autorità spagnole per motivi legati alle attività di indottrinamento, i giovani erano tutti sconosciuti alla polizia.

All’interno del gruppo ci sono almeno 3 coppie di fratelli. Una è quella formata dal Moussa e Driss Oubakir; 17 anni il primo, morto nella sparatoria e Cambrils, e 28 il secondo, il quale si è consegnato di sua volontà alla polizia dichiarando di non avere niente a che fare con l’attentato. Il suo documento era stato ritrovato all’interno del furgone utilizzato per compiere l’attacco. Entrambi vivevano a Ripoll, come l’imam.

Un altro nucleo è rappresentato da Said Aalaa (18 anni), Youssef Aallaa, la cui età non è stata resa nota, e Mohamed Aalaa (27 anni), di cui non è stata confermata la parentela, anche se tutti e tre hanno lo stesso cognome. Said è morto a Cambrils; il corpo di Youssef è stato rinvenuto tra le macerie di Alcanar, dove un edificio è collassato su sé stesso per lo scoppio di 100 bombole di gas che i terroristi avrebbero voluto utilizzare per commettere diversi altri attacchi; Mohamed è stato arrestato a Ripoll, in quanto è risultato essere l’intestatario dell’auto su cui viaggiavano i 5 terroristi a Cambrils, ma è stato scarcerato il 22 agosto per mancanza di prove che indicassero il suo coinvolgimento diretto. Tuttavia, Mohamed non potrà lasciare la Spagna e dovrà fare rapporto alla polizia regolarmente.

Houssaine Aboyaaqoub è stato eliminato dagli agenti la notte dell’attentato, mentre il fratello Younes Aboyaaqoub è stato abbattuto il 21 agosto, a 50 chilometri da Barcellona, sorpreso dalla polizia con indosso una cintura esplosiva finta. I cugini Mohamed e Omar Hychami, 24 e 21 anni, sono stati entrambi uccisi dalla polizia a Cambrils.

Infine, altri due attentatori, non imparentati, sono Sahal El Karib, 32 anni e residente a Ripoll ma originario del Marocco e arrestato a Ripoll, e il 20enne Mohamed Hiuli Chemlala, proveniente dall’enclave spagnola di Melilla, in Marocco, che è stato trattenuto ad Alcanar.

Le autorità spagnole hanno reso noto che sono ancora in corso indagini per scoprire eventuali legami internazionali con altri individui o cellule all’estero. Intanto, entro tre giorni, i giudici emetteranno le sentenze per Driss Oukabir, Sahal el Karib, Mohammed Aalla.

Il 17 agosto un furgoncino bianco si è lanciato sulla folla all’altezza di Plaça de Catalunya, sulla Rambla, la principale arteria turistica di Barcellona, uccidendo 13 persone e ferendone almeno altre 100. Il giorno seguente, attorno all’una del mattino, un’auto con 5 persone a bordo ha tentato di investire la gente che affollava il lungomare di Cambrils, nota località turistica in provincia di Tarragona, 120 km a sud di Barcellona. Una donna è morta e altre 5 persone sono rimaste ferite. Gli attentatori sono stati uccisi dai Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, prima di portare a termine l’attentato.

Sofia Cecinini

di Redazione

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