TRUMP SI SCAGLIA CONTRO I MEDIA AMERICANI

Pubblicato il 23 agosto 2017 alle 20:31 in USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, si è scagliato contro i media americani, in particolare contro il New York Times, il Washington Post e la CNN, accusandoli di non aver riportato correttamente la sua condanna al razzismo in seguito ai fatti di Charlottesville.

Il 12 agosto, l’incontro tra un corteo di suprematisti bianchi, un gruppo di estrema destra e dichiaratamente razzista, e un contro-corteo di pacifisti e antirazzisti è stato fonte di grosse tensioni nella cittadina di Charlottesville, dove una 32enne del corteo anti-razzista è morta investita da un’auto guidata da un 20enne di estrema destra. Il bilancio delle vittime è aumentato, quando un elicottero della polizia impegnato nel monitoraggio dell’area si è schiantato al suolo, causando la morte dei 2 agenti a bordo. Trump, inizialmente, aveva commentato l’accaduto, criticando “entrambe le parti coinvolte negli scontri per aver fatto ricorso alla violenza”. Tale considerazione ha provocato immediatamente la reazione dei democratici e dei repubblicani, i quali hanno fortemente attaccato il presidente. Per cercare di togliersi dall’impasse, il 14 agosto, Trump ha emesso un comunicato in cui ha condannato apertamente il razzismo, definendolo un male per tutto il mondo. “Il razzismo è il male e coloro che hanno causato le violenze in suo nome sono criminali, sia i neo-nazisti, sia i suprematisti bianchi, insieme ad altri gruppi che esortano all’odio. Ai nostri occhi sono tutti ripugnanti”, ha dichiarato Trump.

Il 22 agosto, nel corso di un comizio tenutosi a Phoenix, il presidente è stato attaccato da un gruppo di oppositori, i quali hanno continuato a criticare i suoi primi commenti sull’incidente di Charlotteville. A quel punto, Trump si è scagliato contro i giornalisti, definendoli disonesti, e accusandoli di aver riportato false notizie circa le sue dichiarazioni. “Ho condannati i suprematisti bianchi, ma i media non lo hanno riportato!”, ha spiegato il presidente, il quale ha riletto poi davanti a tutti le dichiarazioni precedenti, in cui condannava i razzisti. Alla fine del comizio, la polizia è intervenuta per limitare i disordini tra la folla, lanciando lacrimogeni.

Secondo Fredrick Harris e Robert Lieberman, in un articolo pubblicato su Foreign Affairs, le critiche verso il presidente ameircano sono state così infuocate per via della sua retorica, spesso non del tutto anti-razzista. Nel 2016, quando era candidato alle elezioni presidenziali, Trump aveva lanciato una campagna contro i migranti messicani, basata su slogan e richiami xenofobi legati ai temi dell’immigrazione e del commercio. In seguito, una delle prime mosse nelle vesti di presidente è stata quella di emettere un bando discriminatorio contro i musulmani. Ad avviso dei due autori, questi fatti hanno contribuito a fomentare le proteste e le critiche versi i primi commenti di Trum sui fatti di Charlottesville.

Sofia Cecinini

di Redazione

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