I PROBLEMI DELLA MARINA USA NEL PACIFICO

Pubblicato il 22 agosto 2017 alle 21:04 in Asia

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Una nave da guerra anti-missile degli Stati Uniti, la John S. McCain, ha avuto una collisione con una nave cisterna nelle acque limitrofe all’isola di Singapore, vicino lo stretto di Malacca. Si è trattato del 4 incidente dall’inizio del 2017. Qual è la causa di queste collisioni?

Il Pentagono non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito a come sia avvenuto lo scontro e a quale sia stata la causa. Ciò che è certo è che la Settima Flotta della marina degli Stati Uniti di istanza nel Pacifico è stata coinvolta in 4 incidenti dall’inizio del 2017 nelle acque dell’Oceano Indiano e nel Mar Cinese Meridionale. Si tratta di un’area marina in cui transita il 25% dei beni commerciati via mare nel mondo. Sotto osservazione è il sistema di guida elettronica della marina Usa, affidabile negli ultimi decenni, ora sarebbe un obiettivo di attacchi cibernetici.

In seguito alla collisione tra il destroyer e la nave cisterna, la marina degli Stati Uniti ha emanato una sospensione delle attività operative della Settima Flotta a livello globale, perché possano essere condotte delle indagini ad ampio spettro per far luce sugli incidenti.

Lo Stretto di Malacca è un passaggio largo 2,7 chilometri che collega l’Oceano Indiano al Mar Cinese Meridionale ed è impensabile, secondo Jeff Stutzman, ufficiale di intelligence cibernetica del New Hampshire, che “entrando nello Stretto di Malacca una nave destroyer della marina Usa non abbia una squadra al completo a controllare la navigazione, con personale extra su ogni radar”.

Secondo l’esperto, ci sarebbe più di un errore umano dietro la collisione, perché un eventuale errore sarebbe stato di troppi umani insieme. La teoria di Stutzman è che dietro l’incidente ci sia un attacco cibernetico o un sabotaggio, anche del l’ammiraglio Richardson, capo delle operazioni navali degli Stati Uniti non ne ha parlato. Anche il China Daily è concorde con Stutzman e afferma che un incidente casuale è quanto meno poco probabile e che ci sarebbe un attacco informatico dietro la collisione.

L’incidente di lunedì 21 agosto non è stato il primo della marina statunitense. Il 31 gennaio 2017, una nave anti missile, la Antietam, ha perso la traiettoria nelle acque a largo delle coste del Giappone. Il 9 maggio un’altra nave, la Lake Champlain, ha avuto una collisione con un peschereccio della Corea del Sud. Il 17 giugno, un altro destroyer, la Fitzgerald, ha avuto un incidente con una nave container con un carico di prodotti elettronici dal valore di 1,5 miliardi di dollari.

“A livello statistic, sembra un po’ sospetta la cosa, no?”, chiede il prof. Todd E. Humphreys, della University of Texas, esperto di navigazione satellitare, di fronte ai dati sugli incidenti del 2017.

Il China Daily ritiene che la presenza delle navi degli Stati Uniti nel Pacifico stia diventando un pericolo per le rotte commerciali. Gli Usa sono presenti con la loro marina nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale per far rispettare la “libertà di navigazione”, ma la Cina ritiene che siano lì per tutelare i propri interessi economici.

Ilaria Tipà

Nave della Marina americana. Fonte: Wikimedia Commons

Nave della Marina americana. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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