BARCELLONA: FURGONE INVESTE LA FOLLA SULLA RAMBLA

Pubblicato il 17 agosto 2017 alle 23:54 in Europa

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Secondo quanto riferito dai media spagnoli, un furgone ha travolto una folla di persone sulla Rambla, in pieno centro di Barcellona. Tredici morti accertati. Arrestate due persone legate agli attentati.

I Mossos d’esquadra, la polizia catalana, ha provveduto immediatamente ad evacuare e transennare la zona. Secondo i dati attuali sono 13 i morti e almeno 80 i feriti, 15 dei quali molto gravi. A riferirlo il quotidiano spagnolo El Mundo. I dati sono stati confermati dall’assessore catalano agli affari interni Joaquim Forn, che ha sottolineato come molti feriti siano gravi e i dati possano peggiorare. Tra i morti, tre sono cittadini tedeschi e uno belga.

Le autorità spagnole hanno confermato in serata la matrice terroristica dell’attentato.

La Rambla, teatro dell'incidente. Fonte: Diari de Terrassa

La Rambla, teatro dell’incidente. Fonte: Diari de Terrassa

Stando a quanto riportato dal quotidiano spagnolo, inoltre, il conducente avrebbe abbandonato il veicolo e sarebbe fuggito a piedi. Si tratta di un furgone bianco, raccontano diversi testimoni oculari. La polizia ha blindato la zona e sul luogo stanno giungendo diverse ambulanze e mezzi di soccorso. Molti negozi della zona hanno chiuso le serrande offrendo riparo ai passanti, poi lentamente sfollati nel corso della serata.

La Rambla, una delle principali attrazioni turistiche della capitale catalana, è un tratto di strada lungo più di un chilometro che collega Plaça de Catalunya con il Porto antico.

Proprio a Plaça de Catalunya ha avuto luogo l’inizio dell’investimento, proseguito poi per alcune centinaia di metri lungo la Rambla fino all’altezza del mercato della Boqueria e del teatro Liceu. La piazza e la stazione metro sono interdette ora al pubblico, secondo quanto informa la stampa spagnola, e la Generalitat, il governo regionale, ha invitato la popolazione ad evitare la zona. Alle 22.57 la Generalitat ha reiterato l’invito alla popolazione a evitare spostamenti innecessari. Poco prima della mezzanotte del 18 agosto il centro di Barcellona è stato riaperto al normale traffico automobilistico e pedonale.

Uno degli autori dell’attacco sarebbe un uomo vestito con una camicia a righe bianche e azzurre, e secondo quanto riferiscono diversi testimoni sarebbe riuscito a fuggire. L’altro si sarebbe rifugiato armato nel bar-ristorante turco “Rey de Estambul” prendendo ostaggi. Alle 20.11 del 17 agosto i Mossos d’Esquadra hanno reso noto tramite l’account ufficiale di twitter che non c’è più nessuno trincerato nel bar e che un uomo è stato detenuto per atti di terrorismo. In serata i Mossos hanno confermato che i detenuti sono due, come in precedenza comunicato dalla Generalitat.

L’uomo arrestato dalla polizia catalana di cui è nota l’identità è Driss Oukabir, nato in Marocco nel 1989, ma residente a Ripoll, in provincia di Girona. L’uomo è stato identificato come colui che ha affittato il furgoncino utilizzato per l’attentato. L’uomo è cittadino marocchino e non francese, come ipotizzato in precedenza, ed era stato detenuto in Spagna, nel carcere di Figueres, fino al 2012. Non si conosce ancora l’identità del secondo detenuto, che sarebbe spagnolo di Melilla, enclave iberica in Africa.

Un secondo furgoncino FIAT predisposto per la fuga degli attentatori, sarebbe stato sequestrato dai Mossos d’Escuadra a Vic, settanta chilometri a nord della capitale catalana.

I due detenuti – ha riferito in nottata in conferenza stampa Josep Lluís Trapero, comandate dei Mossos d’Esquadra – non sono gli attentatori, ma sono persone collegate all’attentato. Oukabir, in particolare, sarebbe il fratello dell’uomo che ha compiuto l’attentato, Moussa Oukabir, diciottenne residente a Barcellona. L’autista del furgone sarebbe dunque ancora in fuga.

Nel corso della serata tre agenti dei Mossos d’Esquadra sono stati investiti da un’auto ad un posto di blocco sull’Avinguda Diagonal, una delle principali arterie di Barcellona. Un’agente è rimasta ferita. L’uomo che ha investito i poliziotti è stato abbattuto dopo una sparatoria a Sant Just Desvern, a dieci chilometri dal centro città. Non sono provate relazioni con l’attentato.

Sarebbe invece legata all’attentato – secondo quanto riferiscono i Mossos d’Esquadra – l’esplosione, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, di un palazzo che ha provocato un morto e 17 feriti nella località di Alcanar, in provincia di Tarragona. Proprio ad Alcanar sarebbe stato arrestato il secondo sospetto.

In serata la Casa Reale spagnola ha emesso un durissimo comunicato che recita “Sono solo assassini, criminali che non riusciranno a terrorizzarci. Tutta la Spagna è Barcellona. La Rambla tornerà a essere di tutti”.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto alla cittadinanza di mantenere la calma e di collaborare con le autorità, assicurando che la priorità ora è l’assistenza ai feriti. Il premier ha emesso un comunicato sottolineando che “i terroristi non sconfiggeranno mai un popolo unito che ama la libertà”. Il premier si è recato a Barcellona nel corso della notte dove ha presieduto una riunione con i rappresentanti delle forze di sicurezza.

Poche ore dopo l’attentato gli Stati Uniti, per bocca del Segretario di Stato Rex Tillerson, hanno offerto collaborazione alla Spagna nelle indagini. Solidarietà alla Spagna è stata espressa dalla Commissione Europea e dai governi di moltissimi paesi del mondo. La Farnesina ha reso noto che sta operando per assistere gli italiani che si trovano a Barcellona.

Mentre il gabinetto di crisi rimane riunito nella sede della Generalitat, il presidente catalano Carles Puigdemont ha tenuto una conferenza stampa assieme al suo vice Oriol Junqueras e al sindaco di Barcellona Ada Colau.

Non consentiremo a una minoranza di cambiare il nostro modo di vivere, la Catalogna è e rimarrà terra di pace” – ha affermato Puigdemont, ringraziando la solidarietà internazionale ricevuta.

Nel corso della serata l’ISIS ha rivendicato l’attentato con un comunicato reso pubblico tramite Amaq, il mezzo propagandistico dello stato islamico.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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