PUTIN: CONTINUEREMO A GARANTIRE INDIPENDENZA ABCHAZIA

Pubblicato il 9 agosto 2017 alle 20:45 in Russia

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Vladimir Putin si è recato in visita ufficiale in Abchazia, per commemorare la guerra dei 5 giorni tra Russia e Georgia che nel 2008 si concluse con la proclamazione d’indipendenza della Repubblica di Abchazia, riconosciuta solo da Russia, Venezuela e Nicaragua.

Putin e Khajimba a Pitsunda. Fonte: kremlin.ru

Putin e Khajimba a Pitsunda. Fonte: kremlin.ru

La Russia intende continuare a garantire la sicurezza e l’indipendenza dell’Abchazia. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in occasione di una riunione con il suo omologo abchaso Raul Khajimba, che ha ricevuto il leader del Cremlino nella sua dacia di Pitsunda, nota località balneare sul Mar Nero circa 80 km a nord della capitale Sukhumi.

“Garantiamo la sicurezza e l’indipendenza dell’Abchazia e così continueremo a fare anche in futuro” – con queste parole Vladimir Putin ha concluso l’allocuzione alla stampa previa alla riunione a porte chiuse.

Putin e Khajimba hanno discusso soprattutto dello sviluppo economico dell’Abchazia, la cui economia dipende completamente dai finanziamenti di Mosca. Principale voce d’entrata per Sukhumi è il turismo, a proposito del quale Vladimir Putin ha dichiarato: “i turisti, da qualunque paese vengano, Russia inclusa hanno la necessità di sentirsi sotto una protezione affidabile”. I ministeri degli interni di Mosca e Sukhumi hanno siglato un’intesa per quanto riguarda la sicurezza e la cooperazione in materia di polizia, mentre i ministeri della sanità dei due paesi hanno firmato un accordo sull’assicurazione sanitaria dei turisti.

La visita di Putin ha irritato la Georgia, cui de jure appartiene l’Abchazia.

“Nell’anniversario di un intervento militare su larga scala contro la Georgia nel 2008, la visita del presidente russo Vladimir Putin nella regione occupata dell’Abkhazia è solo la continuazione della politica mirata di Mosca contro la Georgia” – si legge in una nota del del Ministero degli Esteri georgiano, che ha definito la visita di Putin “un passo cinico” ed ha espresso la propria condanna.

Proclamatasi indipendente nel 1992, l’Abchazia, come l’Ossezia del Sud, entrò in guerra contro la Georgia non appena caduta l’Unione Sovietica. Ai tempi dell’URSS Abchazia e Ossezia erano repubbliche sovietiche autonome in seno alla Repubblica Socialista Sovietica Georgiana. Nel 1995 il presidente georgiano Shevardnadze giunse ad un modus vivendi con le due entità autoproclamatesi. La caduta di Shevardnadze in seguito alla rivoluzione delle rose del 2003 e l’elezione di Saakashvili l’anno successivo marcarono un costante aumento della tensione, fino a quando, nell’estate 2008, forte della rielezione Saakashvili, decise di inviare truppe in Ossezia del Sud.

Mosca reagì invadendo la Georgia e occupando Ossezia del Sud e Abchazia l’8 agosto 2008. Una mediazione italo-francese, guidata da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, convinse le autorità russe a fermare le proprie forze che, sconfitti i georgiani, avanzavano verso la capitale Tbilisi.

Dopo la “guerra dei cinque giorni” del 2008, la Russia ha riconosciuto la sovranità di Abkhazia e Ossezia del Sud, già parte della Georgia. I leader russi hanno ripetutamente affermato che questa decisione non sarà soggetta a revisione, nonostante le pressioni della comunità internazionale. In risposta, Tbilisi ha rotto le relazioni diplomatiche con Mosca e l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud sono stati riconosciuti come territori occupati della Georgia. La Russia da allora fornisce alle due repubbliche l’assistenza economica necessaria al mantenimento delle spese dello stato.

Né l’ONU, né la UE riconoscono l’indipendenza dell’Abchazia, riconosciuta a livello internazionale oltre che da Mosca, solo da Nicaragua e Venezuela.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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