COREA DEL NORD: PRONTI A COLPIRE BASI USA NEL PACIFICO

Pubblicato il 9 agosto 2017 alle 21:29 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord ha annunciato che potrebbe colpire gli armamenti militari degli Stati Uniti sull’isola di Guam, nel Pacifico, con i suoi missili balistici a medio raggio, secondo quanto riferito dalla KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang.

La minaccia è giunta solo a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump che ha tuonato contro Pyongyang di essere pronto a generare “fuoco e furia” contro il programma missilistico della Corea del Nord e a pochi giorni dall’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Pyongyang ha dichiarato che sta ora “esaminando attentamente il piano operativo per aprire il fuoco sulle aree intorno a Guam con i suoi missili balistici a medio e lungo raggio Hwasong-12”. Il piano verrà avviato non appena il leader maximo, Kim Jong-un, comandante supremo delle forze nucleari della Corea del Nord, prenderà la decisione definitiva.

Donald Trump ha inviato a Pyongyang un avvertimento di natura quasi apocalittica dicendo di essere pronto a scatenare “fuoco e furia” contro la penisola, se la Corea del Nord non rinuncia al suo programma nucleare e missilistico.

Le parole di Trump sono scaturite dalla notizia, rilasciata dagli analisti militari Usa, che Pyongyang sarebbe riuscita a perfezionare una testata nucleare miniaturizzata. Si tratta di un ulteriore progresso del programma nucleare di Pyongyang, che segue quelli del primo e del secondo test di lancio di missili balistici intercontinentali in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti, rispettivamente il 4 e il 28 luglio 2017. Prima di questi due test, gli esperti erano convinti che alla Corea del Nord servissero ancora due o tre anni per riuscire a sviluppare un missile balistico intercontinentale a testata nucleare. Queste ipotesi sono state smentite dai due test di luglio. Questa è la ragione per cui Trump ha ritenuto necessario inasprire i toni nei confronti di Pyongyang, dopo un ammorbidimento delle scorse settimane, in cui l’amministrazione Usa aveva affermato di voler cercare soluzioni alternative non-militari.

Intanto, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una nuova risoluzione e un pacchetto di ulteriori sanzioni che colpiscono fortemente l’economia della Corea del Nord e che sono state appoggiate anche dalla Cina e dalla Russia. Pyongyang ha dichiarato che le nuove sanzioni non fermeranno il suo sviluppo dell’arsenale militare, ha anzi giurato di essere pronta a vendicarsi degli Stati Uniti.

Il Ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, ha partecipato al vertice dei capi della diplomazia dei paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean), il 7 agosto, a Manila, nelle Filippine. Durante il suo intervento ha ribadito l’importanza assoluta della comprensione, da parte del resto mondo, della questione del nucleare in Corea del Nord. Secondo quanto riporta la KCNA, il Ministro ha riferito che la situazione è arrivata al punto attuale a causa degli Stati Uniti. Il possesso di armi nucleari e di missili balistici intercontinentali da parte di Pyongyang è per motivi di sicurezza nazionale e di auto-difesa dalla minaccia di invasione posta dagli Stati Uniti. Gli Usa, ha affermato il Ministro, hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di approvare sanzioni e risoluzioni che hanno mascherato la loro responsabilità trasformando la questione in una tra Onu e Corea del Nord. Se gli Stati Uniti non avessero minacciato la Corea del Nord per 70 anni, oggi la questione del nucleare non esisterebbe.

La partecipazione del Ministro degli Esteri di Pyongyang è stata accolta di buon grado da Wang Yi, il capo della diplomazia di Pechino, che in seno all’Asean ha colto l’occasione per ribadire la sua soluzione alle tensioni nella penisola coreana. Wang Yi ritiene che sia necessario un “doppio stop”, ovvero che Corea del Sud e Usa debbano fermare le esercitazioni militari e la Corea del Nord i test missilistici. La seconda fase della risoluzione proposta dalla “ricetta cinese” prevede invece la creazione di un “doppio binario” composto da dialogo e negoziato per riportare equilibrio e stabilità alla penisola nordcoreana.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21 maggio. Fonte: KCNA

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21 maggio. Fonte: KCNA

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.