Corea del Nord: porte aperte ai cittadini americani

Pubblicato il 4 agosto 2017 alle 21:05 in Asia Corea del Nord

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Il Dipartimento di Stato degli Usa il 2 agosto ha comunicato che dal 1 settembre 2017 ai cittadini in possesso di un passaporto degli Stati Uniti sarà vietato entrare in Corea del Nord. Giornalisti e attivisti umanitari potranno richiedere un’eccezione al bando, ma il regime di Pyongyang diverrà l’unico paese al mondo in cui i cittadini statunitensi non potranno recarsi. La KCNA, agenzia stampa ufficiale di Pyongyang, risponde alla notizia definendo la misura Usa “vile e infantile” e afferma di avere le “porte spalancate” ai cittadini americani.

Nonostante le politiche del governo verso la Corea del Nord, incoraggiamo diverse forme di scambi e contatti, comprese le visite da parte di cittadini del resto del mondo, scrive la KCNA, riportando le parole del portavoce del Ministero degli Esteri. “Non c’è alcuna ragione per cui gli stranieri dovrebbero sentirsi minacciati per la loro sicurezza in Corea del Nord che ha un sistema statale stabile e forte. Numerosi cittadini stranieri, americani compresi, che hanno visitato il nostro paese lo confermano unanimemente”, continua il comunicato della KCNA. Il provvedimento degli Usa viene definito “infantile” e “vile” per limitare gli scambi people-to-people e per non permettere ai cittadini americani di vedere la vera immagine della Corea del Nord, un paese che raggiunge vittorie importanti a livello economico e nella difesa. La KCNA ritiene anche che andare a Pyongyang permetterebbe ai cittadini americani di vedere il fallimento della politica ostile degli Usa nei confronti del regime. Il bando riflette, secondo l’agenzia stampa, la percezione della Corea del Nord come un nemico da parte dell’amministrazione Usa. L’articolo si conclude con un invito al governo di Trump di “ragionare e prendere la decisione di abbandonare la sua politica ostile contro la Corea del Nord” e con un invito ai cittadini americani a recarsi a Pyongyang le cui porte rimarranno “spalancate per coloro che vorranno visitare il paese in buona fede e vedere la realtà con i loro occhi”.

La decisione di Washington giunge in seguito alla morte, nel giugno 2017, di uno studente americano, Otto Warmbier che era stato condannato da Pyongyang a 15 anni di lavoro duro per aver provato a rubare un oggetto propagandistico da suo hotel. Warmbier è stato rilasciato dalla Corea del Nord per ragioni umanitarie mentre era in stato di coma e le cause del suo decesso sono ancora poco chiare. La KCNA non ha fatto riferimento diretto Warmbier nel suo articolo, ma ha ribadito che la Corea del Nord ha dato “la giusta punizione” ad alcuni cittadini Usa che avevano agito contro il regime, come avrebbe fatto qualsiasi altro paese in caso di stranieri che commettono crimini sul suo territorio nazionale.

Al momento, Pyongyang detiene due accademici coreani-americani e un missionario, più un pastore canadese e tre cittadini sudcoreani che erano impiegati in operazioni missionarie.

La ragione per cui l’amministrazione Trump ha deciso di vagliare il bando, oltre al pericolo di rapimenti di turisti e cittadini americani, è indubbiamente la crescente minaccia nucleare e missilistica rappresentata dal regime di Pyongyang. Kim Jong-un ha autorizzato e assistito a due test di lancio di missili balistici intercontinentali nel solo mese di luglio, il primo il 4 e il secondo il 28. Questi missili, secondo gli analisti, sarebbero in grado di raggiungere gli Usa, anche se sembra mancare ancora a Pyongyang la capacità di guidare i vettori verso obiettivi precisi. In seno all’Onu si discutono nuove sanzioni contro la Corea del Nord che incontrano la resistenza di Russia e Cina.

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

Ilaria Tipà

di Redazione

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