Autobomba colpisce convoglio NATO nella provincia di Kandahar

Pubblicato il 2 agosto 2017 alle 13:23 in Afghanistan Asia

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Un kamikaze a bordo di un veicolo carico di esplosivo si è scagliato contro un convoglio della NATO a Daman, nella provincia di Kandahar.

La NATO ha confermato in un comunicato che l’esplosione ha causato gravi danni, senza tuttavia rilasciare il numero di vittime e di feriti e nemmeno della nazionalità delle truppe che facevano arte del convoglio colpito.

Il portavoce dei talebani, Qari Yosuf Ahmadi, ha rivendicato l’attetato, dicendo che è avvenuto vicino ad una base di intelligence delle forze afghane nell’area di Shoe Andam, a Daman. Secondo alcuni testimoni, sono stati avvistati due veicoli in fiamme.

Jennifer Glasse, reporter di al-Jazeera a Kabul, ha riferito che i talebani sono molti attivi in quell’area del Paese e che sono frequenti gli scontri tra i militanti e le forze di sicurezza afghane. “Le autorità di Kabul sono molto preoccupare perché la violenza sta aumentando di giorno in giorno e i cittadini afghani stanno iniziando a protestare contro il governo, chiedendosi perché non è in grado di difendere il proprio popolo”.

L’attacco di oggi si è verificato in seguito ad un altro attentato, avvenuto ieri sera a Herat, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere all’interno della moschea sciita Jawaida, uccidendo almeno 30 persone. Nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’operazione, anche se le autorità credono possa essere stato opera dell’ISIS, il quale, da mesi, attacca le minoranze sciite presenti nel Paese.

L’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica che dura da decenni. Dopo il crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante. Alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996 al 2001. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001, sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Nonostante il supporto della NATO, il governo attuale dell’Afghanistan continua a trovarsi in grosse difficoltà a causa della forza dei talebani, i quali, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione delle autorità di Kabul. Dall’aprile 2015, l’Afghanistan è colpito anche dalla violenza della Khorasan Province, la branca dell’ISIS che opera in Afghanistan e in Pakistan.

La NATO, dall’agosto 2003 al dicembre 2014, ha condotto l’operazione International Security Assistance Force (ISAF), in Afghanistan per sostenere le autorità locali e rafforzare la messa in sicurezza del Paese. Nel gennaio 2015, la nuova missione, Resolute Support, è stata lanciata dall’Alleanza per offrire sostegno finanziario alle forze di sicurezza afghane, aumentando il coinvolgimento della NATO nel Paese asiatico. Attualmente, in Afghanistan sono presenti circa 13,500 truppe dell’Alleanza. L’amministrazione Trump sta valutando se inviare un nuovo contingente di 4,000 soldati per cercare di contrastare ulteriormente le offensive dei talebani.

Sofia Cecinini

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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