Nuove tensioni tra USA e Turchia

Pubblicato il 1 agosto 2017 alle 8:05 in USA e Canada

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Sono emerse nuove tensioni tra gli Stati Uniti e la Turchia in merito ad accuse reciproche di appoggio al terrorismo.

I due Stati membri della NATO sono alleati nella lotta contro l’ISIS ma, da mesi, le loro relazioni sono caratterizzate da tensioni causate dal sostegno americano ai combattenti curdo-siriani delle People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle Syrian Democratic Forces (SDF). Mentre gli USA le reputano un alleato chiave nella lotta contro l’ISIS, la Turchia considera le People’s Protection Units un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Workers’ Party (PKK). Inoltre, Ankara vuole evitare che i curdi siriani riescano a creare uno Stato indipendente nel nord della Siria per impedire ai curdi, che vivono in Turchia, di aderire a un simile progetto. Nonostante Erdogan abbia chiesto tante volte alla Casa Bianca di prendere le distanze dai curdi, Donald Trump, in linea con la posizione di Obama, il 9 maggio 2017, ha ordinato l’invio di armi alle People’s Protection Units, considerate indispensabili nella lotta contro l’ISIS a Raqqa, capitale de facto dei terroristi in Siria. Il 4 luglio 2017, la città vecchia di Raqqa è stata liberata e, attualmente, sono in corso i combattimenti per eliminare tutti i jihadisti.

La nuova disputa è scaturita il 29 luglio, in seguito ad alcune dichiarazioni di Brett McGurk, inviato speciale dell’amministrazione Trump per la Coalizione Globale che combatte l’ISIS in Siria e in Iraq, il quale, nel corso di una conferenza al Middle East Institute di Washington, avrebbe implicitamente accusato la Turchia di assistere al-Qaeda in Siria.

Il quotidiano turco in lingua inglese, Hurriyet Daily, ha riportato le parole di McGurk: “La regione di Idlib (a nord-est della Siria, in prossimità dei confini turchi) è divenuta un covo per al-Qaeda dagli attacchi dell’11 settembre 2001. Questo è un serio problema che va avanti da anni…come è possibile che un vice di Ayman al-Zawahiri (leader di al-Qaeda) possa andare a Idlib? Cosa sta succedendo? Come possono arrivare là? Alcuni nostri partner hanno permesso il passaggio di migliaia di tonnellate di armi dai loro confini, senza curarsi dei foreign fighters che raggiungevano la Siria. Ora, i confini con la Turchia sono controllati da al-Qaeda, e questo è un grosso problema”.

Dal marzo 2015, la Turchia si è unita alla campagna militare contro l’ISIS e, il 23 luglio di quell’anno, ha consentito agli aerei americani di decollare dalle basi militari di Incirlich e Diyarbakir, nel sud del Paese, per colpire le postazioni dell’ISIS. Le dichiarazioni di McGurk fanno riferimento al fatto che, prima che la Turchia si unisse alla lotta contro lo Stato Islamico, aveva permesso che i suoi confini meridionali costituissero un punto di transito per i traffici di armi, di petrolio, di foreign fighters e di antichità rubate.

In reazione a tali affermazioni, il vice ministro degli esteri di Ankara, Sedat Onal, ha voluto parlare telefonicamente con McGurk. Durante il colloquio, il vice ministro turco ha chiesto a McGurk di “correggere le dichiarazioni”, dal momento che quanto detto, ad avviso di Onal, potrebbe danneggiare la cooperazione tra gli USA e la Turchia, proprio in un momento delicato in cui Washington sta cercando l’appoggio di Ankara per gestire la Siria, ora che la sconfitta dell’ISIS è imminente. Nella conclusione del colloquio, Onal ha fatto riferimento alla questione dell’appoggio americano ai combattenti curdo-siriani, ricordando a McGurk che Ankara considera le Peoples’ Protection Units un’organizzazione terroristica.

Le accuse di McGurk, se non dimostrate, potrebbero contribuire a rendere ancora più tese le relazioni tra i due membri della NATO.

Sofia Cecinini

In alto, bandiera turca, in basso, bandiera americana. Fonte: Wikimedia Commons

In alto, bandiera turca, in basso, bandiera americana. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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