USA e Giappone contro la Corea del Nord

Pubblicato il 31 luglio 2017 alle 20:40 in USA e Canada

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Venerdì 28 luglio, la Corea del Nord ha testato un missile balistico intercontinentale che, ad avviso degli esperti, sarebbe in grado di raggiungere la costa occidentale statunitense. Si è trattato del secondo lancio nel giro di un mese compiuto dal regime di Pyongyang.

L’accaduto costituisce una grande sfida per l’amministrazione Trump, dal momento che, soltanto martedì 25 luglio, la Defense Intelligence Agency (DIA) e il Pentagono avevano reso noto che, secondo i loro calcoli, la Corea del Nord sarebbe stata in grado di assemblare missili nucleari intercontinentali capaci di raggiungere il suolo statunitense entro il prossimo anno.

In reazione all’ultimo test nordcoreano, sabato, gli USA e la Corea del Sud, a loro volta, hanno lanciato missili per testare le loro abilità per contrastare Pyongyang. Ad avviso di Abe, di fronte alla minaccia crescente della Corea del Nord, gli sforzi della comunità internazionale devono aumentare. “La società internazionale, formata anche da Russia e Cina, deve esercitare più pressione su Pyongyang”, ha affermato il primo ministro giapponese.

Un comunicato della Casa Bianca, emesso il 28 luglio, riferisce che Trump conferma il proprio impegno nella difesa del Giappone e della Corea del Sud di fronte alla minaccia della Corea del Nord, promettendo di fare tutto ciò che è nei suoi poteri.

Ad avviso di Trump e di Abe, il ruolo della Cina è di fondamentale importanza in queste circostanze. In particolare, il presidente americano si è detto “molto deluso” dal comportamento di Pechino, il quale, a suo dire, trae beneficio dalle attività commerciali con gli Stati Uniti, ma si è completamente disinteressato alla questione della Corea de Nord, non prendendo le misure necessarie per difendere gli altri Paesi minacciati.

In risposta, il vice ministro del commercio cinese, Qian Keming, ha dichiarato che non c’è alcuna connessione tra la questione della Corea del Nord e i legami commerciali tra gli USA e la Cina. “Noi pensiamo che Pyongyang e il commercio con Washington siano due cose completamente separate, non hanno alcuna connessione, non possiamo discuterne nello stesso ambito”. Ha riferito Qian. Allo stesso modo, il quotidiano cinese People’s Daily, gestito dal Partito Comunista, ha riportato che: “La Corea del Nord ha intenzione di sviluppare il proprio programma missilistico e nucleare, senza curarsi della minaccia militare esercitata contro gli USA e la Corea del Sud. In questo contesto, come potrebbero mai cambiare la situazione eventuali sanzioni da parte della Cina contro Pyongyang?”.

Prima di Trump, anche l’ex presidente americano Barack Obama aveva attribuito grande importanza al ruolo cinese nel contenimento delle attività nucleari e missilistiche della Corea del Nord. Tuttavia, l’emittente americana CNN riporta che, secondo molti analisti, questo ragionamento oggi non vale più. “L’influenza cinese su Pyongyang ormai si è affievolita”, ha spiegato John Delury, un esperto delle relazioni sino-coreane della Yonsei University di Seoul.

La collaborazione tra USA e Giappone per contrastare la Corea del Nord era stata confermata lo scorso 6 aprile, attraverso una telefonata tra Donald Trump e Shinzo Abe, presidente giapponese. Nell’occasione, il leader americano aveva rassicurato Tokyo, promettendo di supportarlo nel contrasto del regime di Pyongyang e di prendere tutte le misure necessarie per limitare le minacce contro il Giappone e gli USA.

Sofia Cecinini

Bandiera giapponese, a sinistra. Bandiera americana, a destra. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera giapponese, a sinistra. Bandiera americana, a destra. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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