L’Afghanistan, l’Italia e il terrorismo

Pubblicato il 25 luglio 2017 alle 5:04 in Afghanistan Asia

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L’Afghanistan è un Paese molto importante per l’Italia.

Attualmente, in Afghanistan sono presenti 1,037 truppe italiane, le quali fanno parte della missione NATO Resolute Support, lanciata dall’alleanza il primo gennaio 2015, per supportare le forze di sicurezza afghane.

L’Afghanistan è  caratterizzato da una profonda instabilità politica che dura da decenni. Dopo il crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante. Alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996 al 2001. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001, sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Nonostante il supporto della NATO, il governo attuale dell’Afghanistan continua a trovarsi in grossa difficoltà a causa della forza dei talebani.

La gravità della situazione è evidenziata anche dal Country Report on Terrorism del governo americano, il quale riporta che, nel 2016, l’Afghanistan è il secondo Paese del mondo per numero di attentati terroristici, con un totale di 1,340 attacchi che hanno causato la morte di 4,561 persone

L’ultimo è avvenuto ieri, lunedì 24 luglio, a Kabul, dove almeno 35 persone sono morte, mentre altre 40 sono rimaste ferite, a causa di un’autobomba che si è scagliata contro un autobus dello staff ministeriale. L’attacco, rivendicato dai talebani, si è verificato  verso le 7 del mattino locali, vicino alla casa del vice capo di governo, Mohammad Mohaqi. Al-Jazeera English ha riportato che, secondo alcune fonti di intelligence, sull’autobus colpito stava viaggiando lo staff del Ministero del Petrolio afghano. Najib Danish, portavoce del Ministero degli Interni di Kabul, ha riferito che il numero delle vittime potrebbe aumentare. L’esplosione ha completamente distrutto l’autobus, tre auto e le vetrine dei negozi vicini. “L’attentato ha colpito l’area nell’orario in cui è più affollata”, ha spiegato il portavoce della polizia afghana, Basir Mujahed, il quale ha aggiunto che tra le vittime ci sono alcuni bambini.

I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione delle autorità di Kabul. Dall’aprile 2015, l’Afghanistan è colpito anche dalla violenza della Khorasan Province, la branca dell’ISIS che opera in Afghanistan e in Pakistan. L’attacco di ieri si è verificato ad un anno di distanza da un altro sanguinoso attentato suicida, rivendicato dall’ISIS a Kabul, il 23 luglio 2016, contro la comunità Hazara, una delle minoranze etniche principali del Paese che costituisce circa il 30% dei 30 milioni di abitanti locali. L’attentato causò la morte di 84 persone e il ferimento di altre 300. Da allora, l’ISIS ha effettuato diverse altre operazioni contro le minoranze sciite afghane. Per motivi di sicurezza, le manifestazioni che si sarebbero dovute tenere ieri in memoria dell’attacco contro la comunità Hazara sono state posticipate.

Oltre a offrire supporto militare, l’Italia è attiva in Afghanistan anche sul piano dell’assistenza umanitaria. Venerdì 21 luglio, il ministro degli esteri, Angelino Alfano, ha reso noto che l’Italia destinerà all’Afghanistan un finanziamento dal valore di 2 milioni di euro per garantire la fornitura di generi umanitari a famiglie vulnerabili nel nord del Paese, e attività di medicina ostetrica di urgenza in favore delle donne rifugiate e sfollate.

In conclusione, la missione italiana è importante per due motivi. In primo luogo, grazie all’invio di numerosi soldati, Roma ha soddisfatto l’alleato americano, il quale ha un forte interesse strategico a stabilizzare l’Afghanistan sotto la propria egida. In secondo luogo, essendo il Paese NATO ad aver inviato il maggior numero di soldati in Afghanistan dopo gli USA, l’Italia ha rafforzato il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza.

Sofia Cecinini

Una strada di Kabul, Aghanistan. Fonte: Wikipedia

Una strada di Kabul, Aghanistan. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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