Siria: Trump cambia strategia

Pubblicato il 24 luglio 2017 alle 4:45 in Medio Oriente Siria

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Mercoledì 19 luglio, la CIA ha annunciato la conclusione del programma di supporto ai ribelli in Siria, che prevedeva la formazione e l’invio di armi ai ribelli siriani che combattono contro il presidente Bashar Al-Assad. Il programma era stato avviato nel 2013 dall’amministrazione Obama. L’obiettivo era spingere Al-Assad a lasciare il potere. L’amministrazione Obama vedeva nell’allontanamento di Al-Assad il primo passo per la pacificazione della Siria. Secondo quanto affermato da ufficiali statunitensi, da quando la Russia è intervenuta nel conflitto siriano a fianco di Al-Assad, il 30 settembre 2015, il programma non è riuscito ad ottenere i risultati desiderati.

Secondo il giornale The Washington Post, Trump avrebbe deciso di interrompere il programma un mese fa, dopo essersi consultato con il direttore della CIA, Mike Pompeo, e con il consigliere del Presidente per gli affari di sicurezza nazionale, Herbert Raymond McMaster.

La mossa di Trump riflette un cambiamento nella politica statunitense, che mira a trovare un punto di incontro con la Russia. La sospensione del programma di sostegno ai ribelli siriani era visto da Mosca come un affronto nei confronti dei propri interessi nell’area. La Russia è infatti uno stretto alleato di Al-Assad.

La decisione di Trump costituisce il secondo passo importante nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia. Il primo passo risale al 7 luglio 2017, quando, a margine del G20 che si è tenuto ad Amburgo, Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per il cessate il fuoco nella Siria meridionale, al confine con la Giordania. Si tratta di una zona nella quale i ribelli supportati dagli Stati Uniti sono molto attivi.

In seguito alla soppressione del programma, l’intervento degli Stati Uniti in Siria dovrebbe consistere in una campagna aerea contro lo Stato Islamico e in un programma di sostegno ai ribelli curdi, gestito dal Pentagono. Il programma include la formazione e l’equipaggiamento dei ribelli curdi impegnati nella lotta contro lo Stato Islamico, in particolare nelle roccaforti di Raqqa e della valle lungo il fiume Eufrate.

La strategia a lungo termine di Trump sembrerebbe concentrarsi sulla creazione di accordi regionali di cessate il fuoco, stabiliti dai ribelli, sostenuti dagli Stati Uniti, dal governo siriano e dalla Russia. La nuova strategia di Trump in Siria sembrerebbe non considerare più la presenza di Al-Assad al potere come il punto focale da cui dipende la pacificazione del Paese.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Il presidente eletto americano, Donald Trump. Fonte: Flikr

Il presidente eletto americano, Donald Trump. Fonte: Flikr

di Redazione

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