Spagna: trovato morto “il banchiere di Aznar”

Pubblicato il 19 luglio 2017 alle 19:58 in Europa

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Miguel Blesa, ex presidente di Caja Madrid, nonché uno dei principali indagati nella trama di corruzione che ha scosso negli ultimi mesi il Partido Popular del premier Mariano Rajoy, è stato ritrovato morto suicida nelle prime ore di questa mattina in una tenuta di Villanueva del Rey, in  provincia di Cordova.

L’ex presidente di Caja Madrid, Miguel Blesa, è stato ritrovato morto suicida in una tenuta di caccia nella località spagnola di Villanueva del Rey, nei pressi di Cordova. Secondo la ricostruzione della polizia scientifica, la causa della morte sarebbe stata uno sparo nel petto provocato da un fucile. Secondo alcuni testimoni, Blesa avrebbe fatto colazione con alcuni amici per poi allontanarsi senza dare spiegazioni precise. La polizia è sicura si sia trattato di un suicidio.

Miguel Blesa è stato una delle figure più eminenti dell’ economia spagnola. Veniva definito “il banchiere di Aznar” data la sua vicinanza all’ex premier. Recentemente era finito sotto indagine per un suo presunto coinvolgimento nella fitta trama di fondi neri, tangenti e finanziamenti illeciti che ha travolto il Partido Popular ed era stato condannato a sei anni.

Fonti vicine all’uomo, tuttavia, non concordano sull’ipotesi del suicidio, considerata la possibilità di evitare il carcere in appello. Blesa, infatti, non era stato messo in custodia cautelare poiché, secondo i giudici, “non sussisteva pericolo di fuga”.

Miguel Blesa. Fonte: El País

Miguel Blesa. Fonte: El País

Il suicidio di Blesa arriva in un momento in cui il governo spagnolo è sull’orlo del baratro: lo scandalo dei fondi neri del partito di governo è arrivato infatti a toccare direttamente il premier Rajoy, di cui i socialisti continuano chiedere a gran voce le dimissioni, e rischia di risucchiare l’esecutivo in un momento critico per il Paese.

Le ultime vicende riguarderebbero una serie di SMS venuti alla luce che Rajoy e Luis Bárcenas, ex tesoriere del PP in carcere dallo scorso giugno, si sarebbero scambiati e che – secondo quanto pubblicato da diversi quotidiani spagnoli – dimostrerebbero senza che il primo ministro avrebbe cercato di mettere Bárcenas per insabbiare la vicenda e proteggere il partito, sotto indagine per aver ricevuto tangenti da diversi imprenditori in cambio di lucrosi appalti e di aver creato fondi neri.

Lo scandalo, esploso a gennaio, è una tempesta in crescendo che ha già travolto Bárcenas, molti dei pezzi grossi del PP, fra cui la segretaria María Dolores de Cospedal fino ad arrivare al capo del governo.
Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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