Siria: prove di pace

Pubblicato il 10 luglio 2017 alle 10:53 in Medio Oriente Siria

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Accordo tra Stati Uniti, Russia e Giordania per il cessate il fuoco nel sud della Siria.

Venerdì 7 luglio, a margine del G20, che si è tenuto venerdì 7 e sabato 8 luglio ad Amburgo, Stati Uniti, Russia e Giordania hanno raggiunto un accordo in merito ad una tregua nella Siria meridionale. L’accordo prevede un cessate il fuoco che è iniziato a mezzogiorno – ora locale siriana – di domenica 9 luglio nelle province di Dar’a, Quneitra e Al-Suwayda. Si tratta di un tentativo internazionale di realizzare la pace nel Paese, attraverso la mediazione tra il regime siriano e le forze di opposizione.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accolto favorevolmente il cessate il fuoco nell’area, in particolare nella zona di Quneitra, vicina al confine con Israele. Negli ultimi tempi Israele aveva aperto il fuoco nell’area, a causa delle violente battaglie tra il regime siriano e l’opposizione, che spesso avevano sconfinato nel territorio israeliano. A causa dell’escalation di violenza, lo scorso 27 giugno l’esercito israeliano aveva dichiarato Quneitra area militare chiusa.

Le tre province di Dar’a, Quneitra e Al-Suwayda costituiscono una delle quattro zone cuscinetto, o “zone di de-escalation”, previste dal memorandum d’intesa firmato da Russia, Iran e Turchia a Astana il 5 maggio scorso. Le altre tre aree interessate comprendono la provincia di Idlib, le province di Latakia, Aleppo, Hama e Homs e la zona di Ghouta, a est di Damasco.

Il cessate il fuoco introdotto dall’accordo del 7 luglio scorso costituisce il primo passo per la diminuzione permanente delle ostilità nel sud della Siria, favorendo in questo modo il ritorno dei rifugiati dalla Giordania e l’accesso degli aiuti umanitari.

Secondo una fonte siriana, dall’inizio del cessate il fuoco non ci sono stati scontri nella parte sud-occidentale del Paese. Durante la mattinata, invece, prima dell’inizio della tregua, le forze del regime hanno bombardato il territorio, colpendolo in maniera indiscriminata.

In merito all’accordo, le autorità giordane hanno chiarito che le zone interessate dalla tregua sono state individuate e approvate dalle forze del regime siriano e dai gruppi di opposizione. Inoltre, ha riferito che l’accordo è stato raggiunto dopo l’incontro intercorso tra il presidente americano, Donald Trump, e il suo omologo, Vladimir Putin, a margine del G20.

Il consigliere per la sicurezza nazionale americano, l’alto ex generale Herbert Raymond McMaster, ha affermato che “la creazione di queste aree è una priorità per gli Stati Uniti” e ha aggiunto che il Paese è incoraggiato dai progressi tangibili che sono stati raggiunti per stipulare tale accordo. Il consigliere, inoltre, ha ribadito che gli Stati Uniti “si impegnano a combattere lo Stato Islamico e a fornire supporto per porre fine al conflitto in Siria e alleviare le sofferenze dei siriani, consentendogli di tornare nelle loro case”.

Per parte sua, il presidente russo Vladimir Putin considera l’accordo per il cessate il fuoco nel sud della Siria come “il risultato del cambiamento della posizione dell’America nei confronti della situazione in Siria, dopo essere diventata più realistica”.

La Russia e gli Stati Uniti sostengono parti contrapposte nel conflitto in Siria. All’inizio della guerra civile, il 15 marzo 2011, si contrapposero due fazioni nel Paese: da un lato, l’esercito regolare siriano, che fa capo a Bashar Al-Assad, dall’altro le forze dell’opposizione. Il conflitto è alimentato da due blocchi politico-militari. Il primo è rappresentato da Russia, Iran e milizie libanesi di Hezbollah che difendono Bashar Al-Assad; il secondo blocco è costituito da Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia e Qatar, che hanno cercato di rovesciare Assad.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Stretta di mano tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin. Fonte: President of Russia.

Stretta di mano tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin. Fonte: President of Russia.

di Redazione

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