Corea del Nord: Usa minacciano la forza

Pubblicato il 6 luglio 2017 alle 11:53 in Asia Corea del Nord

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Gli Stati Uniti sono pronti a usare la forza se necessario per fermare lo sviluppo del programma nucleare e missilistico della Corea del Nord, anche se, preferirebbero ricorrere a un’azione diplomatica internazionale contro Pyongyang. La reazione degli Usa è dovuta al test di lancio di un missile balistico intercontinentale che sembra potesse raggiungere l’Alaska da parte della Corea del Nord, martedì 4 luglio.

Gli Stati Uniti stanno stringendo i tempi per una eventuale soluzione diplomatica della questione nordcoreana e sono pronti a difendere se stessi e i loro alleati, queste le dichiarazioni dell’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, durante una riunione tenutasi mercoledì 5 luglio. “Uno dei nostri punti di forza è la potenza militare. La utilizzeremo se dovremo, ma preferiremmo non dover andare in quella direzione”, ha affermato l’ambasciatrice Haley. La rappresentante degli Stati Uniti ha poi chiesto alla Cina, maggiore alleato di Pyongyang, di intraprendere azioni maggiori per fermare la Corea del Nord.

Gli Stati Uniti proporranno nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord in seno all’Onu e qualora la Cina e la Russia non sostenessero quest’azione, sono pronti a proseguire “per la loro strada”, ha dichiarato Nikki Haley. L’ambasciatrice non ha specificato quale sia la strada, ma ha indicato alcune opzioni possibili: il taglio di tutte le fonti che portano introiti al regime di Pyongyang, come i flussi di petrolio; l’aumento di restrizioni aeree e marittime.

Washington è pronta a difendere il Giappone con un impegno che il segretario per la difesa Mattis ha dichiarato “da Cortina di ferro”. La necessità di sottolineare l’impegno statunitense per la tutela della sicurezza dei suoi maggiori alleati in Asia e Orientale – Giappone e Corea del Sud – è nata poiché il missile balistico intercontinentale lanciato da Pyongyang è caduto nelle acque territoriali di Tokyo.

La Corea del Nord ha testato un missile balistico intercontinentale (ICBM) che gli analisti ritengono sia in grado di trasportare una testata nucleare di dimensioni significative, martedì 4 luglio. Si è trattato di una ulteriore provocazione nei confronti del presidente Donald Trump che aveva dichiarato che non avrebbe permesso a Pyongyang di sviluppare un missile nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti. Trump si è rivolto molte volte alla Cina perché eserciti maggiore pressione sulla Corea del Nord, essendone il principale partner commerciale e alleato.

I diplomatici delle Nazioni Unite ritengono che Pechino non abbia ancora applicato pienamente le sanzioni previste dalle risoluzioni dell’Onu che vietano a Pyongyang lo sviluppo di un programma nucleare e missilistico.

La Cina e la Russia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito al lancio del missile balistico da parte di Pyongyang, durante la visita del presidente Xi Jinping a Mosca. I due alleati hanno condannato il test di lancio come grave violazione delle risoluzioni Onu e proposto una ricetta sino-russa per la risoluzione della questione nordcoreana. Si tratta di quella che il ministro degli esteri della Cina ha definito “un sistema di doppio fermo e a doppio binario”. Una soluzione diplomatica in cui il doppio “fermo” implica la fine delle esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud e lo stop ai test di lancio e di sviluppo nucleare da parte di Pyongyang. Il “doppio binario” prevede una penisola coreana denuclearizzata in cui istituire un sistema pacifico tra Nord e Sud.

 

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

 

di Redazione

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