Venezuela: l’opposizione convoca un referendum il 16 luglio

Pubblicato il 5 luglio 2017 alle 6:57 in America Latina Venezuela

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L’opposizione venezuelana, appoggiata da settori del chavismo che si oppongono alla Costituente voluta dal presidente Maduro, hanno convocato un referendum per il prossimo 16 luglio, per chiedere alla popolazione se accetta o respinge le elezioni per la nuova assemblea fissate per il 30 luglio.

Luisa Ortega Diaz, procuratrice generale del Venezuela. Fonte:confirmado

Luisa Ortega Diaz, procuratrice generale del Venezuela. Fonte:confirmado

La Costituzione venezuelana lo prevede: il parlamento può indire un referendum per bloccare una consultazione, ed è quello che ha fatto Julio Borges, presidente dell’Assemblea Nazionale, chiamando i venezuelani alle urne il 16 luglio prossimo per impedire che il 30 dello stesso mese si voti per l’Assemblea Costituente voluta dal presidente Maduro. Assemblea Costituente che, composta da membri delle comunità locali e dell’associazionismo, dovrebbe sostituire l’attuale parlamento dominato dal’opposizione.

A Borges si è unita non solo la Mesa de Unidad Democrática, che riunisce tutti i partiti d’opposizione, ma anche quel settore del chavismo che si oppone all’idea di riformare l’attuale costituzione, lascito di Hugo Chávez, padre politico di Maduro e fondatore del “socialismo del XXI secolo” che domina il Venezuela ormai da 19 anni.

L’articolo 71 della costituzione prevede che “sia il popolo, per via referendaria, a decidere quale deve essere il corso del paese”. Voluto da Chávez come strumento per opporsi a possibili ritorni della destra sua avversaria, l’articolo 71 è ora un’arma in mano all’opposizione contro il presidente Maduro.

Saranno tre i quesiti cui dovranno rispondere i Venezuelani, oltre a quello sull’opportunità della costituente, uno sul ruolo che devono assumere le forze armate dinanzi all’attuale crisi e uno sulla rimozione dei poteri pubblici che agiscono a margine della Costituzione. 1700 saranno i collegi elettorali sparsi in tutto il paese.

Frattanto è atteso il giudizio del tribunale supremo sulla procuratrice Luisa Ortega Díaz, che nelle ultime settimane ha rotto con il governo e lo scorso 2 luglio ha invitato la popolazione a resistere ai soprusi di Maduro. La procuratrice ha ricusato tutti i 17 membri della sezione del tribunale che dovranno giudicarla, lasciando così intravvedere all’orizzonte una nuova crisi istituzionale, stavolta tra autorità giudiziarie.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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