Spagna: aumenta la tensione tra governo centrale e Catalogna

Pubblicato il 5 luglio 2017 alle 12:33 in Europa Spagna

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Puigdemont presenta al parlamento catalano la legge sul referendum unilaterale, che entrerà in vigore a fine agosto e sostituirà la norma spagnola sulle consultazioni, permettendo così il referendum indipendentista. Ira di Madrid.

Carles Puigdemont. Fonte:gencat

Carles Puigdemont. Fonte:gencat

I deliri radicali, autoritari, frontisti non potranno mai averla vinta sulla serenità dello stato democratico e sulla forza dello stato di diritto. Con queste parole Mariano Rajoy ha lanciato un appello ai “catalani dimenticati” dal loro governo regionale e a tutti gli spagnoli affinché mantengano la serenità e la fiducia nel futuro. Il premier è intervenuto durante un incontro con le Camere di commercio spagnole rispondendo così alla nuova sfida indipendentista lanciata dal governo regionale catalano.

La Generalitat, il governo autonomo di Barcellona, ha infatti presentato la legge sul referendum unilaterale, che entrerà in vigore a fine agosto, chiamando alle urne i catalani per settembre, prima che i tribunali possano sancirne la manifesta illegalità. La legge d’altronde rompe la legalità spagnola nella regione, sostituendola con una “legalità catalana” che consenta il referendum. Referendum indipendentista di cui si è già reso noto che sarà senza quorum minimo. In caso di vittoria del sì le autorità di Barcellona proclameranno unilateralmente la Repubblica Catalana.

L’assenza di quorum è stata giustifica dai relatori della legge come uno strumento per chiamare alle urne anche i fautori del “no” all’indipendenza, che diversamente sarebbero stati spinti a non partecipare al voto. La legge è stata approvata dai gruppi indipendentisti Junts pel sí e CUP, tra le proteste dell’opposizione “costituzionalista”: popolari, socialisti e ciutadans (liberali). Più defilata la posizione di Podemos, che governa, tra l’altro, il comune di Barcellona, e pur avendo espresso più volte sostegno alla causa referendaria, è propenso a non fare campagna per il “sì”, probabilmente per timore di ripercussioni nel resto della Spagna.

La legge presentata al parlamento catalano sarà, nell’idea di Puigdemont, la “legge suprema” catalana, fino alla stesura di una costituzione repubblicana una volta proclamata l’indipendenza. La Generalitat è dunque passata dalle dichiarazioni d’intenti all’azione pratica per rendere fattibile il referendum e avviare sul piano pratico il processo indipendentista lanciato nel settembre 2012 dall’allora presidente catalano Artur Mas.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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