Xi Jinping e Putin: dichiarazione congiunta sulla Corea del Nord

Pubblicato il 4 luglio 2017 alle 7:00 in Asia Cina

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Il presidente della Cina, Xi Jinping, e il presidente della Russia, Vladimir Putin, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito al lancio di un missile balistico intercontinentale da parte della Corea del Nord. Si tratta di una condanna all’ennesimo test di lancio, ma anche di una proposta di soluzione della questione nordcoreana.

Il leader di Pechino, Xi Jinping, è stato in visita in Russia prima di proseguire per la Germania, dove parteciperà al G20 di Amburgo, il 6 e 7 luglio. Durante i colloqui bilaterali con il presidente Putin, Xi Jinping ha ribadito l’importanza del rapporto di amicizia e cooperazione tra Cina e Russia.

La Corea del Nord, martedì 4 luglio, ha effettuato un test di lancio di quello che gli esperti hanno riconosciuto essere un missile balistico intercontinentale e alcuni di loro – come gli ufficiali della difesa del Giappone – ritengono sia la controprova dell’accresciuta pericolosità del programma missilistico e nucleare di Pyongyang. Dopo aver appreso la notizia del test di lancio, Xi Jinping e Putin hanno rilasciato una dichiarazione congiunta.

La Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa sono entrambe paesi confinanti con la Corea del Nord, perciò gli sviluppi nella penisola coreana toccano direttamente gli interessi dei due paesi, riporta il comunicato congiunto. “La Cina e la Russia si coordineranno al meglio per promuovere un pacchetto di soluzioni per risolvere la questione nordcoreana e la sua nuclearizzazione e per garantire la pace e la stabilità nell’Asia Nord-Orientale”, recita la dichiarazione. Saranno i due Ministeri degli Esteri a guidare l’impegno dei due paesi che sarà guidato da uno “spirito di cooperazione strategica” e si articolerà in più aspetti.

Il primo punto della dichiarazione congiunta riporta la condanna da parte di Cina e Russia all’ennesima violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che le vietano lo sviluppo di un programma nucleare e missilistico da parte di Pyongyang. “Il test di lancio di un missile, il 4 luglio, rappresenta una grave violazione alle risoluzioni per questo è inaccettabile”,  recita la dichiarazione, continuando con la richiesta alla Corea del Nord di interrompere le azioni che non rispettano le decisioni dell’Onu.

La Cina e la Russia prestano grande attenzione agli sviluppi nella penisola coreana e all’escalation di tensione politica e militare che potrebbe condurre a un conflitto. “La comunità internazionale deve intraprendere un pacchetto di misure che vadano verso la risoluzione pacifica tramite negoziato e dialogo. I due paesi si oppongono a qualsiasi atto o dichiarazione che possa incrementare maggiormente la tensione e chiedono a tute le parti coinvolte di mantenere il controllo.

La dichiarazione congiunta si conclude con alcune proposte pratiche da parte di Mosca e Pechino per la gestione della crisi nordcoreana. I due paesi basano i loro suggerimenti sulle linee che hanno già elaborato negli ultimi mesi. Da parte cinese, la dichiarazione riprende le parole del Ministro degli Esteri Wang Yi che ha paragonato la situazione della penisola coreana a dei treni in corsa. Wang Yi ha auspicato un “doppio fermo” dei due convogli – Corea del Nord da un lato, Corea del Sud e Stati Uniti dall’altro – che ritiene siano correndo uno contro l’altro a tutta velocità. Il “doppio fermo” prevede da un lato la sospensione delle attività di esercitazione militare congiunta tra Washington e Seoul, dall’altro l’interruzione del programma nucleare di Pyongyang. Wang Yi ritiene che per risolvere la situazione occorra costruire un “doppio binario”, ovvero una penisola coreana denuclearizzata in cui istituire un sistema pacifico tra Nord e Sud. La Russia ha invece proposto l’idea di una risoluzione graduale della questione.

Russia e Cina suggeriscono, dunque, che la Corea del Nord dichiari volontariamente la sospensione dei test missilistici e nucleari e che gli Usa e la Corea del Sud pongano fine alle esercitazioni militari. Insieme al “doppio fermo”, la dichiarazione congiunta sino-russa auspica un ritorno al negoziato, una definizione dei principi alla base dei rapporti tra i paesi. Principi che dovrebbero essere “la rinuncia all’uso della forza militare, dell’invasione, la convivenza pacifica, la denuclearizzazione volontaria della penisola”. I due colossi asiatici concludono la dichiarazione chiedendo il supporto alla proposta a tutta la comunità internazionale, al fine di aprire una nuova via per la risoluzione della questione coreana.

Pechino e Mosca, afferma la dichiarazione, sostengono fortemente il ritorno al dialogo e al negoziato tra il Nord e il Sud della Corea e ribadiscono che il ricorso alla forza militare non può essere una scelta per risolvere la questione nordcoreana.

“I due paesi attribuiscono grande importanza alla pace e alla stabilità della regione. I rapporti di alleanza tra i paesi non devono essere basati sul danno a paesi terzi. Si oppongono alle potenze straniere che con la scusa di voler affrontare il problema del nucleare della Corea del Nord, vogliano invece rafforzare la loro presenza e il dispiegamento di loro forze armate nella regione dell’Asia Nord-Orientale”, prosegue la dichiarazione. Sebbene non sia esplicitato, il riferimento è agli Stati Uniti e alla loro massiccia presenza in Corea del Sud.

Mosca e Pechino lavoreranno insieme ad un’iniziativa volta a risolvere i problemi della penisola coreana e a bloccare il programma nucleare della Corea del Nord – ha affermato al termine del vertice il presidente russo Vladimir Putin, che, in conferenza stampa, ha fatto direttamente riferimento alla presenza USA in Corea del Sud. Con la Cina abbiamo visioni comuni e approcci simili nella maggior parte delle problematiche internazionali e insieme abbiamo condotto a termine la mediazione sul programma nucleare iraniano. Abbiamo deciso di promuovere attivamente la nostra iniziativa comune basata sull’idea russa di un piano di avvicinamento graduale fra le due Coree e sulla proposta cinese di congelamento parallelo degli esperimenti balistici e nucleari nordcoreani e delle esercitazioni militari su larga scala congiunte USA-Corea del Sud.

L’ultimo punto del comunicato di Cina e Russia tocca il problema dell’installazione del THAAD (Terminal High Altitude Air Defense) – lo scudo anti-missile statunitense che è in corso di installazione in Corea del Sud. “La presenza nell’Asia Nord-Orientale di un sistema THAAD lede gli interessi strategici di sicurezza dei paesi della regione, comprese la Russia e la Cina. Lo scudo anti-missile non è d’aiuto per raggiungere l’obiettivo della denuclearizzazione della penisola coreana. Per questo le due parti si oppongono alla sua installazione e chiedono ai paesi coinvolti di annullare la procedura”, conclude la dichiarazione. Il sistema di difesa missilistica THAAD è in grado di intercettare i missili balistici nella loro ultima fase di volo. La sua installazione a sud di Seoul è stata accelerata in seguito all’aumentata attività di test missilistici della Corea del Nord dall’inizio del 2017. L’installazione dello scudo anti-missile è stata osteggiata dalla Cina fin dal principio. Pechino teme che i potenti radar in dotazione all’unità possano invadere il suo territorio. Il THAAD era stato approvato dalla ex-presidente della Corea del Sud Park Geun-hye e l’attuale presidente Moon Jae-in – eletto il 9 maggio scorso – ha deciso di sospenderne i lavori per effettuare una valutazione di impatto ambientale. Secondo gli analisti, si tratterebbe di un espediente per prendere tempo e valutare meglio la situazione delicata.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà, consultazione delle fonti russe a cura di Italo Cosentino

A sinistra, il presidente della Russia Vladimir Putin, a destra il presidente della Cina, Xi JInping

A sinistra, il presidente della Russia Vladimir Putin, a destra il presidente della Cina, Xi JInping

di Redazione

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