Corea del Nord: lanciato un missile balistico intercontinentale

Pubblicato il 4 luglio 2017 alle 14:45 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha dichiarato di aver testato con successo il suo primo missile balistico intercontinentale definendolo un momento fondamentale nel suo percorso di sviluppo di un’arma nucleare in grado di colpire direttamente il territorio degli Stati Uniti d’America.

Il missile balistico intercontinentale (ICBM) testato da Pyongyang potrebbe, potenzialmente, raggiungere l’Alaska, secondo gli analisti negli Stati Uniti. Il test del missile Hwasgon-14 è stato eseguito sotto lo sguardo attento del leader maximo Kim Jong-Un, secondo quanto riportato dalla Korean Central Television. La tv di stato ha descritto il missile come un “missile balistico intercontinentale molto potente in grado di colpire qualsiasi parte del mondo, un punto di svolta per la storia della nostra repubblica”. L’Accademia la Difesa della Corea del Nord, che ha sviluppato il missile, ha dichiarato che esso ha raggiunto un’altitudine di 2802 km ed è rimasto in volo per 933 km. Non è ancora chiaro se la Corea del Nord sia in grado di ridurre un’arma nucleare a sufficienza da essere installata su un missile o se sia riuscita a mettere insieme la tecnologia necessaria a gestire il ritorno del razzo nell’atmosfera terrestre, una fase particolarmente delicata.

Il test della Corea del Nord è avvenuto mentre gli statunitensi si preparano a festeggiare il Giorno dell’Indipendenza. Il presidente Donald Trump ha chiesto alla Cina di agire di “fermare queste assurdità una volta per tutte”, in un tweet.

La reale o meno presenza di un missile balistico intercontinentale nell’arsenale della Corea del Nord è stata oggetto di dibattito a lungo tra gli esperti negli Stati Uniti e in Corea del Sud. Il presidente Trump in passato aveva affermato che la possibilità che Pyongyang si dotasse di un missile balistico intercontinentale funzionante era da ritenersi “impossibile”. Il test di lancio avvenuto il 4 luglio comporta, dunque, la necessità di ricalcolare il reale pericolo strategico posto dalla Corea del Nord e dal suo programma nucleare e missilistico. Si tratta di un programma di armamento che viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le sanzioni da esso previste.

Il Commando per il Pacifico degli Stati Uniti ha confermato che il test è stato effettuato e che il missile è rimasto in volo per 37 minuti prima di cadere nel Mar del Giappone. Secondo le forze armate degli Usa il missile in oggetto non rappresenterebbe un pericolo per il loro paese. Le agenzie di stampa della Russia hanno riportato che secondo il Ministero della Difesa di Mosca si sarebbe trattato di un missile a medio-raggio.

Il missile è caduto nel Mar del Giappone, nella zona economica esclusiva del paese. Secondo Tokyo avrebbe superato di gran lunga i 2500 chilometri di altitudine, cosa che lo renderebbe un missile balistico intercontinentale a tutti gli effetti. Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha dichiarato ai giornalisti che il lancio mostra come la “minaccia è cresciuta in modo esponenziale”.

Gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud si incontreranno ai margini del G20 di Amburgo alla fine della settimana per parlare specificatamente di Corea del Nord.

La Cina, tramite il portavoce del Ministero degli Esteri, ha ribadito la posizione della Cina in merito alla Corea del Nord e la condanna alle violazioni di Pyongyang delle risoluzioni Onu. La Cina è convinta che per poter tornare al dialogo sia necessario che Pyongyang interrompa i test nucleari e missilistici.

Consultazione delle fonti cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21  maggio. Fonte: KCNA

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21 maggio. Fonte: KCNA

di Redazione

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