Colloquio telefonico tra il presidente Trump e i leaders del Golfo

Pubblicato il 4 luglio 2017 alle 6:07 in USA e Canada

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Il presidente americano Donald Trump, il 2 luglio, ha colloquiato telefonicamente con i leaders dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar, per discutere sulla crisi diplomatica in corso nel Golfo.

La Casa Bianca ha riferito che Trump, durante il fine settimana passato trascorso nella propria residenza nel New Jersey, ha parlato con il sovrano saudita, re Salman, con il principe degli Emirati, Sheikh Mohammed bin Zayed al-Nahnya, e con l’emiro qatarino, Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani.  “(Trump) Ha sottolineato l’importanza del contrasto al finanziamento del terrorismo, discreditando l’ideologia estremista; il presidente, inoltre, ha affermato che l’unità della regione del Golfo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi stabiliti al summit di Riyad, il 21 maggio, sulla lotta al terrorismo e sulla promozione della stabilità”, ha riferito l’amministrazione americana.

La disputa diplomatica è iniziata lo scorso 5 giugno, quando i governi di Riyad, Abu Dhabi, Manama e del Cairo hanno annunciato la fine dei rapporti con Doha, accusando il paese di supportare il terrorismo. In seguito, diversi altri Stati arabi hanno sospeso le relazioni con il Qatar, il quale è stato isolato attraverso l’imposizione di sanzioni. Il Kuwait si è offerto di svolgere un ruolo da mediatore per allentare le tensioni; Trump, in un primo momento, si era dichiarato dalla parte del blocco di Riyad, dicendo che era giusto combattere i finanziatori del terrorismo. Poco dopo, tuttavia, gli ufficiali della Casa Bianca hanno riferito che gli USA invitavano le parti coinvolte a dialogare per trovare una soluzione. Le telefonate di domenica ai leaders dei Paesi del Golfo sono in linea con questa posizione. Il 23 giugno, il Kuwait ha inviato al Qatar una lista di richieste formulate da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein, i quali hanno chiesto a Doha di interrompere i rapporti con l’Iran per quanto concerneva la rappresentanza diplomatica con il Paese e la limitazione della cooperazione bilaterale nei settori commerciale, militare e di intelligence; di sospendere anche i rapporti con la Turchia, imponendo la chiusura immediata della base militare turca nel Paese e la fine di ogni cooperazione militare all’interno del territorio qatarino e, infine, di chiudere i canali di Al Jazeera in Qatar insieme a quelli ad essa affiliati e, in generale, di tutti i media sostenuti dal Qatar.

Doha, la quale non considera organizzazioni terroristiche né Hamas né la Fratellanza Musulmana, fin dall’inizio della disputa, ha negato il proprio coinvolgimento con attività terroristiche, e ha dichiarato che le richieste presentate dagli altri Stati sarebbero state rigettate. Dal momento che il Qatar è stato isolato, l’Iran e la Turchia hanno inviato una serie di carichi di provviste al Paese. Ankara sta agendo su due fronti, da una parte ha mandato le proprie truppe nella base militare turca in Qatar, dall’altra, per compiacere Riyad, si è offerta come mediatrice per cercare di trovare una soluzione politica e pacifica alla crisi.

Un ufficiale del Dipartimento di Stato ameircano, domenica, ha riferito che gli USA stanno incoraggiando le parti in gioco a soprassedere per raggiungere un confronto diplomatico produttivo. “Supportiamo completamente la mediazione che sta effettuando il Kuwait”, ha dichiarato l’ufficiale.

Donald Trump, 45esimo presidente degli USA. Fonte: Flickr

Donald Trump, 45esimo presidente degli USA. Fonte: Flickr

di Redazione

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