Raqqa: continua l’offensiva contro l’ISIS

Pubblicato il 2 luglio 2017 alle 6:01 in Medio Oriente Siria

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La coalizione internazionale a guida americana che combatte l’ISIS in Siria ha lanciato un nuovo attacco contro i terroristi a Raqqa, nel tentativo di liberare la città dai jihadisti.

Il gruppo di monitoraggio inglese, Syrian Observatory for Human Rights (SOHR), ieri, ha riferito che le Syrian Democratic Forces (SDF), con l’aiuto aereo della coalizione USA, hanno iniziato una nuova offensiva per riprendere il distretto di Al-Senaa. I combattenti delle SDF avevano liberato tale area il 12 giugno, ma l’ISIS è riuscito a riconquistare la zona, utilizzando autobombe e compiendo attacchi continui. Una fonte militare siriana ha riferito che i jihadisti hanno compiuto uno degli attacchi più intensi per riprendere Al-Senaa.

Il distretto di Al-Senaa è una zona strategica sia per l’ISIS, sia per le SDF, in quanto è adiacente al centro di Raqqa, dove la maggior parte dei terroristi sono raggruppati. Secondo il maggiore generale inglese Ruper Jones, un vice-comandante della coalizione a guida americana, nella città siriana dovrebbero esserci circa 2,500 militanti. Il SOHR ha reso noto che, da quando le SDF hanno fatto irruzione nella città di Raqqa, circa un mese fa, sono morti 193 civili, tra cui 33 bambini. Sul fronte dei terroristi, invece, le vittime sarebbero 219. Le Nazioni Unite hanno stimato che all’interno di Raqqa rimangono 100,000 civili, i quali vengono utilizzati come scudi umani dai militanti dell’ISIS.

L’ISIS si è impadronito della città siriana nel 2014, trasformandola nella propria capitale in Siria. Il 6 giugno, il Pentagono ha annunciato l’inizio di un’offensiva per liberare definitivamente Raqqa dall’ISIS. Le operazioni di terra sono condotte dalle SDF, con il sostegno aereo delle forze della coalizione internazionale guidata dagli USA. Le SDF sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa formata da curdi, arabi, armeni, ceceni e turkmeni, fondata nell’ottobre 2015. Il loro braccio armato è formato dalle People’s Protection Units, un gruppo di combattenti curdo-siriani che vengono considerati dagli USA un alleato chiave per sconfiggere l’ISIS in Siria. Per questo motivo, il 9 maggio, il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’invio di armi alle YPG. Tale mossa, tuttavia, ha fatto emergere tensioni con la Turchia, la quale considera le YPG un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Workers’ Party (PKK), e teme che le armi americane possano essere utilizzate per compiere attacchi contro il territorio turco.

Il conflitto siriano è scoppiato il 15 marzo 2011, quando le forze del regime del presidente siriano Bashar al-Assad hanno respinto brutalmente le proteste da parte dell’opposizione. Da allora, circa mezzo milione di persone, per la maggior parte civili, sono morti per via dei bombardamenti.

Strada del centro di Raqqa. Fonte: Wikimedia Commons

Strada del centro di Raqqa. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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