La Alianza del Pacífico pronta ad espandersi

Pubblicato il 2 luglio 2017 alle 6:52 in America Latina

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Riuniti a Cali, in Colombia, i presidenti di Messico, Perù, Cile e Colombia hanno lanciato le sfide del futuro per l’Alianza del Pacífico: integrazione regionale e apertura a nuovi mercati.

Alianza-del-PacificoL’Alianza del Pacífico, a sei anni dalla sua fondazione, ha chiuso la prima fase della sua esistenza: integrare i mercati dei paesi membri e creare un ampio spazio di libero commercio interno. Ora bisogna entrare nella “fase 2”, marcata da un’espansione secondo due direttrici: gli altri mercati dell’America Latina e l’altra sponda dell’Oceano Pacifico.

È questa la decisione principale del vertice di Cali, in occasione del quale Michelle Bachelet, a nome del Cile, ha ceduto la presidenza pro-tempore dell’organizzazione alla Colombia di Juan Manuel Santos.

Nel discorso di apertura, la presidente uscente Michelle Bachelet ha reso noto che l’Alianza ha iniziato negoziati economici e commerciali con Australia, Nuova Zelanda, Canada e Singapore. Juan Manuel Santos ha poi aggiunto che i negoziati avranno come obiettivo ultimo l’ingresso dei quattro paesi in questione nell’Alianza del Pacífico.

L’Alianza segue con attenzione le mosse commerciali del presidente degli Stati Uniti – ha affermato Santos assumendo la guida dell’organizzazione – ma è costante l’interesse anche per le mosse della Cina, considerato il rafforzamento delle relazioni commerciali ed economiche con la sponda asiatica del Pacifico.

L’organizzazione inoltre si è proposta come elemento di stabilità in America Latina, perché – ha sottolineato il presidente peruviano Kuckzynski – senza stabilità non si attraggono investimenti stranieri e se vogliamo passare da una crescita dell’8% a una crescita del 12% dobbiamo cambiare qualcosa.

Gli accordi siglati nel corso dell’anno con l’altro grande blocco regionale, il Mercosur di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay fanno ben sperare, ma la crisi politico-economica che attraversa Brasilia, unita ai problemi istituzionali e di ordine pubblico del Venezuela, rappresenta un freno alla creazione di un unico spazio sudamericano di libero mercato.

Messico, Colombia, Cile e Perù si sono accordati sull’armonizzazione della fiscalità riguardante le pensioni e sulla creazione di un fondo comune per la realizzazioni di grandi infrastrutture regionali. Una risposta, quest’ultima, ai problemi alla realizzazione di grandi opere sorti dalla sospensione dei contratti siglati dall’azienda Odebrecht, al centro dello scandalo politico-finanziario che dal Brasile ha coinvolto tutto il continente, paesi membri dell’Alianza del Pacífico inclusi.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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