Si riaccende il dibattito sul bando anti-migranti di Donald Trump

Pubblicato il 1 luglio 2017 alle 14:31 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 28 giugno, il dibattuto bando sull’immigrazione voluto dal presidente americano Donald Trump è entrato in vigore.

In linea con la retorica anti-musulmana utilizzata da Trump durante la campagna elettorale degli ultimi mesi del 2016, l’obiettivo della decisione del leader statunitense è quello di “tenere i terroristi islamici fuori dagli USA”. Il 29 febbraio era stato emesso un primo ordine esecutivo, che vietava ai cittadini provenienti da Iran, Iraq, Siria, Libia, Sudan, Yemen e Somalia di entrare negli USA, il quale, tuttavia, era stato bloccato dal giudice federale di Seattle, James Robart, il 3 febbraio. A un mese di distanza, fermo sulle proprie posizioni, Trump ha emesso un secondo bando, dal quale però è stato escluso l’Iraq. Ad avviso del segretario della difesa, James Mattis, bandire i cittadini iracheni dagli USA arrecherebbe danno alla cooperazione per la lotta contro lo Stato Islamico. A tale riguardo, il segretario di Stato, Rex Tillerson, ha riferito che la rimozione dell’Iraq era stata frutto di un’intensa analisi del Dipartimento di Stato per migliorare i rapporti con il governo iracheno.

A meno di un’ora di distanza dall’entrata in forza del bando, tre giorni fa, lo Stato delle Hawaii ha emesso una mozione di emergenza con la quale contesta il piano dell’amministrazione Trump di escludere determinate categorie di cittadini stranieri dall’entrare nel Paese. Il bando stabilisce che possono recarsi negli USA quegli individui che presentano un legame di parentela con un’altra persona residente negli Stati Uniti. Nel caso in cui non sia possibile stabilire tale legame, i cittadini provenienti da Libia, Siria, Iran, Somalia, Yemen e Sudan, verranno banditi per 90 giorni dal Paese, mentre per i rifugiati la durata del bando si estende a 120 giorni. Per quanto riguarda le Visa, quelle che sono già state concesse non verranno revocate.

I difensori dei rifugiati hanno criticato la decisione dell’amministrazione Trump, riferendo che non è chiaro il modo in cui il bando, effettivamente, proteggerà coloro che vivono entro i territori americani. Il think-tank ameircano Cato Institute ha fatto notare che nessun cittadino americano è stato ucciso da terroristi provenienti dai sei paesi citati nel bando dal 1975. Per questo motivo, ad avviso dell’istituto, il bando non servirà a rendere gli usa un Paese più sicuro.

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.