Cipro: riprende il negoziato a Ginevra

Pubblicato il 30 giugno 2017 alle 6:14 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Riparte a Ginevra il negoziato sulla riunificazione di Cipro, assieme ai leader delle due comunità il greco-cipriota Anastasiadis e il turco-cipriota Akinci partecipano i tre garanti: Regno Unito, Grecia e Turchia rappresentati dai ministri degli esteri.

Giacimenti di gas nel mediterraneo sud-orientale. Fonte: elmundo

Giacimenti di gas nel mediterraneo sud-orientale. Fonte: elmundo

L’ultimo sforzo – così è stato definito il negoziato su Cipro iniziato il 28 giugno scorso a Ginevra alla presenza dei presidenti delle due entità che si dividono l’isola e dei ministri degli esteri di Grecia, Turchia e Regno Unito. È il primo vertice tra Anastasiadis e Akinci da quando, a gennaio, saltò il tavolo del dialogo fra la Repubblica di Cipro, greco-cipriota, membro della UE, e la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara.

Teoricamente, nel sud greco-cipriota la costituzione approvata dalle due comunità nel 1960 con la garanzia di Londra, Ankara e Atene è rimasta in vigore e dal 1974, anno della spartizione dell’isola, i seggi spettanti ai turco-ciprioti al parlamento di Nicosia rimangono vacanti ad ogni elezione.

La svolta è attesa da almeno da 13 anni, e cioè da quando i greco-ciprioti hanno respinto il patto presentato dall’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan, sottoposto a referendum nelle due comunità. Mentre il 65% dei turco-ciprioti aveva votato sì, il 24 aprile 2004 il 76% dei greco-ciprioti, a punto di entrare nell’Unione Europea (1 maggio di quell’anno), respinsero l’accordo.

Temi spinosi del dialogo sono le garanzie sulla sicurezza e il ritiro dei 35.000 militari di Ankara. La Turchia occupò la parte settentrionale dell’isola nel luglio del 1974, a seguito di un colpo di stato paramilitare sostenuto da Atene contro il presidente dell’epoca, l’arcivescovo Makarios. Nove anni dopo, il 15 novembre 1983, la zona occupata si autoproclamò Repubblica Turca di Cipro del Nord. Ankara la riconobbe, mentre per la comunità internazionale Cipro è una sola, la Repubblica “orfana” dei suoi territori settentrionali e dei suoi abitanti turchi. Nel nord rimasero i soldati e si trasferirono migliaia di contadini turchi, che le autorità del sud si rifiutano di accogliere nella Repubblica unificata.

Il negoziato si svolgerà su due tavoli separati: sicurezza e garanti, affari bi-comunitari, quali governo e ripartizione dei poteri. L’ipotesi più probabile in caso di accordo è la creazione di una Repubblica federale bi-zonale e bi-comunitaria. L’attuale sessione negoziale dovrebbe concludere entro il 7 luglio, ma per l’accordo finale i mediatori ONU intravedono tempi più lunghi.

Un tema un tempo spinoso, cioè la compensazione per chi dovette abbandonare casa, proprietà e lavoro nel 1974, è in via di risoluzione a seguito di incontri bilaterali tra le due parti. Chiave del nuovo corso, tuttavia, potrebbe essere il gas. Da quando Israele, Cipro, Grecia e Italia hanno firmato un accordo preliminare per lo sfruttamento dei giacimenti di gas nel mediterraneo sudorientale e per la costruzione di un gasdotto che dallo stato ebraico dovrebbe raggiungere l’Unione Europea, gli interessi economici riguardo ad un accordo su Cipro sono cresciuti a tutti i livelli.

La Turchia non riconosce il diritto di iniziare lavori e ispezioni a chi non goda dell’approvazione delle autorità turco-cipriote, da qui la necessità di una Cipro unificata che faciliterebbe le prospezioni, l’estrazione e il trasporto del gas verso l’Unione Europea.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.