Scozia, rimandato referendum sull’indipendenza

Pubblicato il 27 giugno 2017 alle 16:54 in Europa

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Confermata la decisione della Scozia di non portare avanti il processo legislativo per indire un secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. “Abbiamo deciso di non concentrarci nell’immediato su una legge per lo svolgimento di un secondo referendum”, ha affermato durante una consultazione in parlamento il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon.

A seguito della Brexit, verso la quale gli elettori scozzesi avevano espresso la loro avversione con grande maggioranza (il 55%), lo scorso marzo il primo ministro aveva chiesto che venisse indetto un nuovo referendum alla fine del 2018 o nella primavera del 2019.

Nicola Sturgeon. Fonte: eunews

Nicola Sturgeon. Fonte: eunews

Dopo la sconfitta registrata nelle elezioni generali dell’8 giugno, risultate nella perdita di un terzo dei seggi, Sturgeon ha affermato di voler proseguire sulla strada del referendum, ma non prima che “l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea abbia assunto connotati più chiari”.

La sconfitta ha avuto effetto. Dopo avere insistito in diverse occasioni sul diritto degli scozzesi ad esprimersi in una nuova consultazione per poter rimanere in Europa, la premier indipendentista si vede costretta a fare marcia indietro. “C’è chi vuole un nuovo referendum, chi non lo vuole affatto e chi ancora è incerto. In questa situazione abbiamo ritenuto opportuno rimandare l’iter per il nuovo referendum e concentrarci unicamente al fine di ottenere la migliore Brexit possibile per la Scozia”, ha affermato il primo ministro.

Un dietrofront parziale, dunque, quello dell’esecutivo, che intende raddoppiare i suoi sforzi per assicurare il miglior accordo possibile per la Scozia, cercando di mantenere a tutti i costi Edimburgo all’interno del mercato unico.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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