I piccoli paesi bloccano una risoluzione anti-venezuelana alla OEA

Pubblicato il 22 giugno 2017 alle 6:31 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La risoluzione messicana, appoggiata dai principali paesi latinoamericani, dagli Stati Uniti e dal Canada è fallita a causa delle astensioni di El Salvador, Repubblica Dominicana, Antigua, Haiti e altri piccoli paesi.

Il Ministro degli esteri venezuelano Delcy Rodríguez. Fonte: Wikipedia

Il Ministro degli esteri venezuelano Delcy Rodríguez. Fonte: Wikipedia

Venti voti a favore, cinque contrari e otto astensioni: così l’assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ha di fatto respinto la risoluzione di condanna del Venezuala, presentata dal ministro degli esteri messicano Luis Videgaray. Era infatti necessario il sostegno dei due terzi dell’assemblea, 23 voti.

Delcy Rodríguez, ministro degli esteri di Caracas, dopo avere difeso la posizione del suo governo, non ha preso parte al voto. Rodríguez ha ribattuto ad ogni accusa contro il paese, replicando ad ogni singolo intervento a favore della mozione messicana e accusando più volte Città del Messico di risolvere i suoi problemi quali il boom della criminalità legata al narcotraffico. Uccidono più giornalisti in Messico che in Venezuela – ha accusato Delcy Rodríguez – e ci fate la morale sulla libertà di stampa.

Il Venezuela se ne va da questa organizzazione con la gloria del Libertador (Bolivar, N.d.A.) e non tornerà mai più – ha affermato la responsabile della diplomazia venezuelana lasciando l’assemblea. L’ambasciatore del governo chavista presso l’organizzazione ammorbidiva tuttavia i toni sottolineando: “Io resto qui”.

Caracas ha dovuto prendere atto della significativa diminuzione della sua influenza in America Latina, avendo perso il sostegno dei principali paesi, Argentina e Brasile su tutti. La condanna di Caracas non è più limitata, come pochi anni fa, alla Colombia, agli USA e a pochi altri stati centroamericani. Tuttavia la rete di Petrocaribe, la società che gestisce le forniture di petrolio venezuelano alle piccole nazioni caraibiche, creata da Hugo Chávez nel 2005, ha salvato il Venezuela dall’ennesima risoluzione di condanna.

È una sconfitta grave per la diplomazia dei paesi “grandi” Brasile, Argentina e soprattutto Messico. Videgaray non è riuscito a conquistare il voto favorevole nemmeno di El Salvador, la cui economia dipende da Città del Messico. Contro la risoluzione hanno votato Nicaragua, Bolivia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e le Grenadines, Dominica. Si sono astenuti l’Ecuador, la Repubblica Dominicana, Grenada, Trinidad e Tobago, Antigua, Haiti, il Suriname, oltre al già citato El Salvador.

Le astensioni che salvano Caracas si devono al petrolio. Haiti ha un debito di 1,5 miliardi di dollari con il Venezuela, El Salvador di 900 milioni, Antigua e Barbuda di 350 milioni. Cifre astronomiche per paesi dalle economie molto ridotte. La Repubblica Dominicana ha ricevuto la scorsa settimana la riduzione del 52% del debito accumulato con Caracas, che superava i 4 miliardi di dollari.

Il ministro messicano Videgaray, preso atto della sconfitta, ha dichiarato che i paesi latinoamericani e caraibici continueranno tuttavia a battere tutte le strade possibili per risolvere la crisi in Venezuela paese dove “non c’è democrazia”.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.