Parigi: arresti dopo il fallito attentato di ieri

Pubblicato il 20 giugno 2017 alle 8:23 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un uomo è stato abbattuto quando ha cercato di far esplodere la propria auto contro un furgone della polizia sugli Champs Elysées. Nel veicolo sono stati ritrovati bombole di gas e detonatori. Quattro persone, familiari dell’attentatore, sono state arrestate.

La Polizia sugli Champs Elysées.

La Polizia sugli Champs Elysées.

Quattro persone sono state arrestate ieri pomeriggio dalla polizia francese a Le Plessis-Pâté, nel dipartimento dell’Essonne. Si tratta di familiari di Adam D., l’islamista trentunenne che ieri è stato abbattuto mentre cercava di far esplodere la propria autovettura, carica di bombole di gas e detonatori, contro una pattuglia della polizia dislocata sugli Champs Elysées. Sul corpo dell’attentatore sono stati trovati inoltre un Kalashnikov AK-47 e una pistola Glock 26.

Il fallito attentato ha avuto luogo a Place Marigny, a poca distanza dal palazzo dell’Eliseo, dove il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, era in attesa di ricevere il premier Edouard Philippe, per le dimissioni e il reincarico di rito successivi al voto legislativo di domenica.

A seguito dell’attentato il museo del Grand Palais è stato evacuato da visitatori e impiegati e chiuso per tutto il resto della giornata. Anche la stazione di metropolitana Champs-Elysées-Clémenceau è rimasta chiusa.

La moglie, il fratello e la cognata dell’attentatore sono stati fermati nel pomeriggio di lunedì, mentre il padre è stato arrestato in serata. L’attentatore, nato in Francia, era schedato come “S” (cioè da tenere sotto osservazione) dai servizi di sicurezza francesi sin dal 1995, a causa dei suoi legami con l’ambiente islamico radicale. Recentemente aveva fatto domanda di porto d’armi e si era recato in Turchia. Il padre sosteneva che si allenasse a un poligono di tiro con un’arma regolarmente dichiarata.

Questo tipo di attentato, simbolico in quanto avviene in una delle strade più belle e conosciute del mondo, è segnale di quanto sia ancora alto il rischio di attentati terroristici nel paese – ha dichiarato il ministro dell’interno Gérard Collomb.

Traduzione dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.