Crisi nel golfo: Putin telefona all’Emiro Tamim e al presidente egiziano al-Sisi

Pubblicato il 8 giugno 2017 alle 6:15 in Russia

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Il Cremlino insiste su una soluzione negoziata della crisi scoppiata tra Doha e i vicini arabi e si rivolge all’Egitto per una mediazione che non danneggi la posizione di Mosca in Siria e in Libia, considerati gli interessi divergenti che negli ultimi anni hanno deteriorato le relazioni tanto con il Qatar che con l’Arabia Saudita.

L'emiro del Qatar a Mosca nel gennaio 2016. Fonte: kremlin.ru

L’emiro del Qatar a Mosca nel gennaio 2016. Fonte: kremlin.ru

Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso telefonicamente con l’emiro del Qatar Tamim Bin Hamad Al Thani e ha ribadito la posizione della Russia a favore di una soluzione della crisi attraverso il dialogo – è quanto rende noto il servizio stampa del Cremlino.

I due capi di stato hanno discusso i temi della cooperazione russo-qatariota, soprattutto in ambito commerciale, economico e di investimento. Vladimir Putin ha ribadito la posizione di principio della Russia a favore della soluzione della crisi attuale con mezzi politico-diplomatici, attraverso il dialogo – si legge nel comunicato.

Putin ha poi sentito il presidente egiziano e stretto alleato di Mosca nella regione Abdelfattah Al-Sisi. Anche con lui il leader del Cremlino ha discusso della crisi in medio oriente, secondo quanto rende noto l’ufficio stampa della Presidenza.

In precedenza il ministro degli esteri Lavrov aveva ricevuto la telefonata dell’omologo qatariota Mohammed bin Abdul Rahman Ben Jassim Al Thani. Anche Lavrov aveva invitato la controparte a risolvere le contraddizione al tavolo della diplomazia, esprimendo preoccupazione per la crisi esplosa tra il Qatar e gli altri paesi arabi. Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha inoltre reso noto che gli ambasciatori di Egitto e Qatar sono stati ricevuti dal viceministro Bogdanov.

Mosca teme che la crisi nel golfo possa condurre ad una escalation in Siria e in Libia, entrambi focolai dove la Russia si contrappone tanto al Qatar quanto all’Arabia Saudita, leader del blocco che ha rotto le relazioni con Doha. Da qui il ricorso all’alleato egiziano, con cui il Cremlino intrattiene importanti rapporti economici, militari e industriali.

Lo scorso 5 maggio, otto stati – Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Yemen, il governo ad interim della Libia, le Maldive e Mauritius – hanno annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con il Qatar a causa del sostegno di Doha al terrorismo e all’estremismo islamico.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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