Sud delle Filippine, continuano i combattimenti

Pubblicato il 30 maggio 2017 alle 11:28 in Asia Filippine

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La città delle Filippine di Iligan è stata chiusa dalle forze armate, lunedì 29 maggio. Le forze dell’ordine temono che vi possano giungere i militanti in fuga dal campo di battaglia di Marawi, dove gli scontri tra esercito e ribelli vanno avanti da 7 giorni.

Gli scontri nella città di Marawi tra i militanti islamisti del gruppo Maute – che ha giurato fedeltà all’Isis – e l’esercito sono in corso da una settimana. La minaccia rappresentata dai gruppi separatisti islamici del sud delle Filippine è stata ed è tuttora la più grande sfida da affrontare per il presidente Duterte, in carica da 11 mesi. Alcune zone della città di Marawi sono sotto il controllo dei militanti e Duterte ha annunciato l’instaurazione della legge marziale, martedì 23 maggio. Il presidente ha ritenuto necessaria una misura considerata da molti estrema per riportare l’ordine nell’isola meridionale di Mindanao, da cui lui stesso proviene.

La maggior parte dei 200 mila abitanti della città l’hanno abbandonata e molti sono giunti a Iligan, distante 38 km. Le autorità temono che alcuni militanti si siano confusi tra la folla di persone comuni e stiano cercando di raggiungere Iligan per lanciare nuovi attacchi da lì.

“Non vogliamo che ciò che sta accadendo a Marawi raggiunga anche Iligan”, ha dichiarato il colonnello Alex Aduca, comandante del Quarto Battaglione dell’esercito. “Vogliamo garantire la sicurezza della popolazione ed evitare che alcuni elementi possano entrare ad Iligan e condurre attività terroristiche anche lì”, ha continuato il comandante durante un’intervista radiofonica.

Alcuni ribelli sono stati fermati mentre cercavano di entrare ad Iligan, ha aggiunto il comandante, senza fornire ulteriori dettagli in merito.

Dall’inizio degli scontri a Marawi, martedì 23 aprile, il bilancio è di 61 militanti, 20 ufficiali delle forze dell’ordine e 19 civili morti. L’inizio della battaglia è stato causato da un raid dell’esercito mirato ad arrestare Isnilon Hapilon, capo dell’altro grande gruppo terrorista del sud delle Filippine, Abu Sayyaf, anch’esso fedele all’Isis.

I ribelli hanno tenuto testa all’esercito per una settimana, questo alimenta la preoccupazione degli analisti in merito alla diffusione dell’ideologia islamica radicale nelle Filippine meridionali. Si teme che l’isola di Mindanao sia diventata un porto sicuro per i militanti filo-Isis di tutto il Sud-Est Asiatico e che oltre ai ribelli della zona l’esercito stia combattendo anche guerriglieri giunti da Indonesia, Malesia e altri paesi limitrofi.

L’esercito delle Filippine ritiene che il gruppo terroristico Maute abbia assaltato la città di Marawi proprio prima dell’inizio del mese santo dell’Islam, il Ramadan, per attirare l’attenzione dell’Isis e ottenerne il riconoscimento come cellula affiliata nel Sud-Est Asiatico.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiera delle Filippine, fonte: Wikipedia Commons

Bandiera delle Filippine, fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.