Venezuela: sale il bilancio dei morti durante le proteste contro Maduro

Pubblicato il 27 maggio 2017 alle 7:00 in America Latina Venezuela

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Il Procuratore Generale della Repubblica del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, ha confermato a distanza di un mese che la morte del giovane studente Juan Pernalete è stata causata dall’esplosione di una bomba lacrimogena durante una manifestazione dell’opposizione lo scorso 26 aprile.

L’esito delle indagini rivelato dal Pubblico Ministero sarebbe in contrasto con la versione ufficiale fornita dal Governo venezuelano, il quale ha assicurato lo scorso lunedì 15 maggio che la vittima sarebbe deceduta a causa delle ferite riportate a seguito dell’esplosione di “un’arma non convenzionale”, addossando quindi la colpa delle morte del giovane studente agli stessi manifestanti.

Dopo settimane in cui le proteste nel paese latinoamericano non accennano a placarsi, continua a salire il bilancio delle vittime.

I numeri delle proteste divulgati dal Procuratore Generale:

  • 55 morti: 52 civili e 3 membri delle forze dell’ordine
  • 1000 feriti: 771 civili e 229 membri delle forze dell’ordine
  • 1475 indagini: 1329 reati contro persone e 150 reati contro proprietà
  • 284 arrestati
  • 16 indagini in corso nei confronti di gruppi civili armati al margine della legge
  • 7 indagini in corso per applicazione del diritto militare in casi che richiedono l’applicazione del diritto civile
Proteste antigovernative in Venezuela. Fonte: 24horas

Proteste antigovernative in Venezuela. Fonte: 24horas

Il Procuratore Generale Ortega Díaz ha mostrato particolare preoccupazione nei confronti dei cittadini che sono stati arrestati e processati da corti militari durante le proteste che vanno avanti nel paese da ormai più di un mese e mezzo.

“Siamo profondamente preoccupati per le condizioni in cui possono trovarsi questi detenuti giudicati da tribunali militari”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo di aver richiesto alla Procura Generale Militare informazioni dettagliate sul “numero esatto dei processi e dei detenuti”, sottolineando l’importanza di far sì che “queste persone vengano processate sotto le norme previste dal diritto civile”. “Vogliamo verificare il loro stato di salute, vogliamo verificare le condizioni di detenzione in cui si trovano queste persone”, ha poi concluso.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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