Inviato dell’Onu in Iraq: la liberazione di Mosul è imminente

Pubblicato il 24 maggio 2017 alle 6:53 in Iraq Medio Oriente

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Jan Kubis, inviato delle Nazioni Unite in Iraq ha reso noto che la liberazione della zona ovest di Mosul è imminente, e che il califfato “ha i giorni contati”.

Nonostante la notizia positiva, Kubis ha spiegato che, al di là dei progressi, i combattimenti rimangono una sfida molto dura, dal momento che i jihadisti dell’ISIS stanno utilizzando i civili iracheni come scudi umani nel tentativo di sopravvivere, “dimostrando tutta la loro inumana barbarità”. Inoltre, l’inviato ha ringraziato l’esercito iracheno per la collaborazione con le forze della coalizione internazionale a guida USA, e per essersi impegnato a limitare il numero delle vittime civili, cosa che ha “prolungato la campagna militare”.

Il primo ministro iracheno, Aider al-Abadi, ha annunciato i prossimi steps per mettere in sicurezza i confini dell’Iraq con la Siria e per liberare dall’ISIS i governatorati di Ninewa e Anbar. Kubis ha spiegato che, nonostante le operazioni contro i terroristi dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno, la sicurezza regionale rimarrà volatile e sarà caratterizzata da continui attacchi dai rimanenti militanti dell’ISIS, i quali colpiranno i civili in diverse parti del paese. A suo avviso, lo Stato Islamico, al-Qaeda e gli altri gruppi fondamentalisti cercheranno di esasperare le divisioni settarie ed i conflitti tribali ed etnici locali, unendosi anche alle bande criminali per continuare le loro attività. Per questi motivi, una riforma della sicurezza irachena a lungo termine è obbligatoria.

Iraqi News ha riportato che l’Italia ha inviato 500 truppe speciali a Mosul, per proteggere una diga sottratta all’ISIS nel 2016. Il 16 dicembre 2015, il nostro paese aveva ordinato l’invio di circa 500 truppe nello stesso luogo, per proteggere i lavoratori che stavano cercando di riparare il sistema idro-elettrico nei pressi delle zone di guerra. L’allora premier Matteo Renzi si era rifiutato di partecipare ai bombardamenti con gli USA e la Francia, in quanto riteneva che la salvaguardia e la liberazione della diga erano un modo concreto per difendere i civili e contrastare i terroristi. “Tutti dicono di bombardare, io dico di fare qualcosa di utile”, aveva affermato Renzi.

L’ISIS ha minacciato di attaccare la diga in questione, facendo sommergere tutti i territori iracheni vicini. Nel mentre, gli esperti hanno messo in guardia su un possibile collasso disastroso della struttura, le cui fondamenta sono ormai rovinate. Tuttavia, gli ufficiali iracheni sostengono che il luogo sia ancora sicuro, e hanno ordinato di continuare i lavori.

Mosul è stata conquistata dall’ISIS nel giugno 2014; in quell’anno, i terroristi hanno preso il controllo di 1/3 del territorio iracheno, trascinando il paese in una delle crisi più severe dall’invasione americana del 2003. La zona est della città è stata liberata a gennaio, mentre il 19 febbraio è stata lanciata una nuova offensiva per riprendere il controllo della zona ovest.

Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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