Governo siriano nega le accuse americane su Sednaya

Pubblicato il 18 maggio 2017 alle 6:34 in Medio Oriente Siria

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Il regime siriano ha categoricamente negato le accuse degli USA riguardo alle uccisioni di massa effettuate nella prigione di Sednaya, vicino a Damasco.

Il 15 maggio, Stuart Jones, assistente segretario americano dello State Department Bureau of Near Eastern Policy, ha reso noto che alcune immagini satellitari hanno rivelato che il regime siriano sta uccidendo 50 detenuti ogni giorno presso la prigione militare di Sednaya, a 45 minuti di distanza da Damasco, e che molti corpi vengono poi bruciati nei crematori. “Siamo convinti che tali strutture siano state allestite per coprire gli omicidi di massa che hanno luogo nella prigione”, ha spiegato Jones. A febbraio, Amnesty International aveva reso noto che, settimanalmente, 20 o 50 persone venivano giustiziate presso Sednaya. Subito dopo, in un’intervista, Assad aveva negato le evidenze, definendo le notizie “false”.

Il governo siriano, recentemente, ha riferito che le mosse degli USA sono “un nuovo copione di Hollywood” per giustificare l’intervento americano in Siria.

Lunedì, Sean Spicer, segretario della stampa della Casa Bianca, ha affermato che “il regime di Assad è passato ad un nuovo livello di depravazione, ed è supportato incondizionatamente dalla Russia e dall’Iran“. Le accuse delle uccisioni di massa sono emerse in seguito agli ultimi sviluppi in Siria, dove sono state stabilite alcune safe zones, decise ad Astana il 4 maggio da Russia, Iran e Turchia. Dopo il presunto attacco chimico effettuato il 4 aprile dal regime siriano contro la cittadina siriana sotto il controllo dei ribelli, Khan Sheikhoun, gli USA hanno reagito bombardando la base militare del governo a Sharyat due giorni dopo.

Ieri, a Ginevra si è aperto il sesto round dei colloqui di pace per porre fine al conflitto siriano, il quale ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone dal marzo 2011. Alcuni diplomatici coinvolti nei meetings hanno riferito che Staffan De Mistura, l’inviato dell’Onu in Siria, e l’ambasciatore russo a Ginevra cercheranno di convincere le parti coinvolte nella guerra a concentrarsi sulla lotta al terrorismo, sulla redazione di una nuova costituzione. Tuttavia, i funzionari hanno dichiarato di essere scettici, in quanto la strategia degli USA non è ancora chiara.

Il presidente siriano, Bassar al-Assad. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente siriano, Bassar al-Assad. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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