L’Iran dichiara di non voler creare alcuna tensione con l’Arabia Saudita

Pubblicato il 17 maggio 2017 alle 14:05 in Iran Medio Oriente

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Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non vuole creare alcuna tensione con l’Arabia Saudita.

Spero che (i sauditi) si rendano conto degli errori commessi e che creino un’atmosfera di accordo favorevole ai colloqui”, ha riferito il portavoce del ministero iraniano, Bahram Qassemi, riferendosi alle azioni dell’Arabia Saudita in Yemen. “Riyad sta compiendo errori strategici in Yemen, dove ha ridotto la popolazione sull’orlo della carestia per via dei suoi ripetuti bombardamenti”, ha aggiunto Qassemi. Le tensioni tra i due paesi sono aumentate nell’ultimo mese, soprattutto dopo le affermazioni effettuate dal vice principe saudita, Mohammed bin Salman, il quale, i primi di maggio, ha riferito che “l’Iran vuole controllare il mondo musulmano”, minacciando di iniziare un conflitto con Teheran. In seguito, l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, ha scritto una lettera al Segretario Generale dell’Onu, accusando il vice principe saudita per l’affermazione: “Non aspetteremo che il conflitto scoppi in Arabi Saudita, ci assicureremo che la battaglia scoppi in Iran”.

Oggi, la missione saudita alle Nazioni Unite ha accusato l’Iran di supportare il terrorismo e di minacciare la stabilità della regione. In una lettera di risposta diretta al Segretario Generale e al presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’Arabia Saudita ha riferito che Teheran ha violato il diritto internazionale e che ha commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Inoltre, le milizie armate iraniane continuano a minacciare la stabilità della regione e la pace nel mondo. Non a caso, l’Iran è stato ripetutamente accusato di appoggiare i ribelli sciiti Houthi in Yemen, contribuendo a minacciare la sicurezza della vicina Arabia Saudita.

Il conflitto yemenita, scoppiato nel marzo 2015, ha come protagonisti gli Houthi da una parte, alleati con le forze fedeli all’ex presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, e i sostenitori dell’attuale presidente internazionalmente riconosciuto, Mansour Hadi, dall’altra. Da quando sono iniziati i disordini, l’Arabia Saudita ha assemblato una coalizione internazionale formata dal Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Giordania, Marocco e Sudan, per bombardare gli Houthi.

Il ministro degli esteri del Kuwait, a gennaio, si è recato in visita ufficiale a Teheran, per chiedere al presidente iraniano, Hassan Rouhani, di iniziare un dialogo con i paesi del Gulf Cooperation Council (GCC). Tuttavia, i recenti sviluppi sembrano dimostrare che i tentativi di avvicinamento tra Riyad e Teheran stiano fallendo.

Cartina, in arancione l'Arabia Saudita, in verde l'Iran. Fonte: Wikimedia Commons

Cartina, in arancione l’Arabia Saudita, in verde l’Iran. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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