Al-Sisi e Haftar uniti per rimuovere l’embargo delle armi in Libia

Pubblicato il 16 maggio 2017 alle 6:50 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, in un dialogo con il Generale delle Libyan National Army (LNA), Khalifa Haftar, ha fatto appello per eliminare l’embargo sulle armi istituito dall’ONU nel 2011.

In seguito alle violazioni dei diritti umani commessi in Libia durante la guerra civile, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato delle misure volte a vietare il commercio di armi in Libia nel 2011.

Al-Sisi ha dichiarato che per rifornire le Libyan National Army (LNA) di mezzi utili a combattere il terrorismo sul territorio è necessaria la rimozione del blocco del commercio di armi in Libia. Inoltre, Al-Sisi, sostiene che le cellule terroristiche e le milizie armate sono rifornite con armi e soldati da “attori esterni” che interferiscono nella situazione politica libica.

Secondo il portavoce del presidente egiziano, Al-Sisi ha detto ad Haftar che è necessaria la creazione di un esercito nazionale unificato per risolvere lo stallo politico. Sia Haftar che Al-Sisi convergono sull’idea che l’unico modo per ricostruire le istituzioni in Libia è emendare alcuni punti dell’Accordo Politico Libico (LPA) per renderlo accettabile a entrambe le parti. Al-Sisi è uno dei maggiori sostenitori di Haftar, ma anche uno dei maggiori sostenitori del ristabilimento della pace in Libia.

Il Consiglio Presidenziale, ultimamente, è stato accusato dai media di essere coinvolto nell’intercettazione, da parte di una nave tedesca, di una nave cargo libica che trasportava armi. Il Consiglio Presidenziale ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha invitato i media ad essere professionali e di non cadere preda delle menzogne che possono circolare nei social media.

La nave El Mukthar, immatricolata in Libia, è stata bloccata nelle acque internazionali il primo maggio da una nave tedesca. Quando è stata ispezionata, sono state ritrovate diverse armi come mitragliatrici, fucili d’assalto AK47, missili, granate, bombe per mortai e munizioni.

La nave tedesca fa parte dell’operazione dell’Unione Europea, “Sophia”. Secondo il comando operazionale della missione, EUNAVFORMED, gli armamenti ritrovati sulla nave libica sono stati presi in custodia e preparati per le indagini. Tuttavia non è chiaro cosa sia successo alla nave cargo e al personale di bordo. Inoltre non si hanno informazioni riguardo il porto di provenienza, il luogo dell’intercettazione, nonché il luogo di destinazione.

I social media hanno iniziato a speculare ed accusare alcuni destinatari che sarebbero disposti a violare l’embargo delle armi imposto dalle Nazioni Unite, tra cui il Consiglio Presidenziale. Tuttavia la comunità internazionale ha chiarito che è disposta a prendere in considerazione le richieste del Consiglio Presidenziale per acquisire l’equipaggiamento necessario per la formazione della nuova Guardia Presidenziale.

Nave portaerei. Fonte: Wikimedia Commons

Nave portaerei. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.