Proteste contro il Ministro Siala per le dichiarazioni su Haftar

Pubblicato il 13 maggio 2017 alle 6:50 in Africa Libia

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Il Ministro degli Esteri del Consiglio Presidenziale di Tripoli, Mohamed Siala, è stato redarguito dalla milizia Nawasi di Tripoli, dal Consiglio Presidenziale e dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk per aver riconosciuto il Generale Khalifa Haftar come capo dell’esercito nazionale libico.

Il Ministro degli Esteri del Governo di Accordo Nazionale (GNA) si è fatto sfuggire le sue considerazioni riguardo il Generale Haftar durante la conferenza in Algeria. Durante la conferenza è stato chiesto al ministro di commentare la posizione del Generale Haftar. Siala ha risposto che Haftar, essendo stato nominato comandante in capo delle forze armate nazionali libiche dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, rappresenta il capo legale dell’esercito nazionale. Siala perciò ha dichiarato che “Khalifa Haftar è il comandante in capo dell’esercito nazionale”.

A seguito di questa dichiarazione, numerose proteste sono state sollevate da parte di istituzioni, società civile e milizie.

La milizia Nawasi, fedele al governo di Serraj, ha richiesto le dimissioni del Ministro degli Esteri, Mohamed Siala, subito dopo aver appreso la notizia. Inoltre, ha dichiarato di ritenere inaccettabile la posizione di Haftar secondo cui, l’Accordo Politico Libico (LPA), su cui si fonda il potere politico del Governo di Accordo Nazionale (GNA), non deve essere riconosciuto.

Anche il Consiglio di Stato ha dichiarato che le espressioni di Siala sono “categoricamente rigettate” dal Consiglio Presidenziale e che i commenti sul generale Haftar sono “irresponsabili”. Inoltre il Consiglio di Stato ha dichiarato che il Ministro Siala, avendo perso ogni credibilità, dovrà essere sottoposto a dei provvedimenti da parte del Consiglio Presidenziale.

Ulteriori accuse sono state mosse nei confronti del Ministro Siala da parte dei membri della Camera dei Rappresentanti che rappresentano Misurata. I membri che rappresentano Misurata nella camera dei Rappresentanti di Tobruk hanno dichiarato che i commenti di Siala su Haftar minano la riuscita dell’Accordo Politico Libico (LPA) nonché gli sforzi fatti fino ad ora, sia a livello internazionale che nazionale, per evitare una guerra civile.

Le proteste contro le dichiarazioni del Ministro degli Esteri sembrano non tenere conto del fatto che quasi tutti i parlamentari della Camera dei Rappresentanti si rifiutano di ratificare l’Accordo Politico Libico (LPA).

La conferenza in Algeria aveva l’obiettivo di apportare degli emendamenti all’accordo per renderlo universalmente accettabile da tutte le parti in gioco. Il punto centrale di contestazione tra il parlamento di Tobruk e il governo di Tripoli è l’affidamento delle forze armate a quest’ultimo. La Camera dei Rappresentanti si rifiuta di lasciare che le forze armate siano sotto il controllo del Governo di Accordo Nazionale (GNA).

La popolazione di Misurata non si fida di Haftar per il suo passato di Generale sotto il regime di Gheddafi. Altre motivazioni che spingono i civili di Misurata a non provare simpatia per Haftar sono gli scontri avvenuti tra le Benghazi Defense Brigades (BDB), una forza armata sostenuta da Misurata per combattere il terrorismo a Bengasi, e le Libyan National Army (LNA) capeggiate dal Generale Haftar.

Mohamed Taher Siala, Ministro degli Esteri del Governo di Accordo Nazionale. Fonte: Wikimedia Commons

Mohamed Taher Siala, Ministro degli Esteri del Governo di Accordo Nazionale. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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