Continua lo sciopero della fame nelle carceri israeliane

Pubblicato il 11 maggio 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Palestina

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Oltre 880 prigionieri palestinesi detenuti da Israele sono in sciopero della fame da ormai 23 giorni.

Pochi giorni fa l’agenzia di Stato israeliana che si occupa di gestire le carceri ha rilasciato un video che mostra il leader dello sciopero mangiare segretamente nella sua cella. I sostenitori di Marwan Barghouti, leader della protesta, dicono che il video è una montatura creata per indebolire il morale dei detenuti e così fermare lo sciopero della fame in atto.

Martedì 9 maggio, gli attivisti palestinesi hanno ritratto un mosaico di Barghouti di 5/4 metri, vicino a un’installazione militare israeliana in Cisgiordania, per dimostrare il loro sostegno a lui e alla sua causa. “Noi, popolo palestinese, abbiamo una grande fiducia in Marwan e non diamo retta alle accuse israeliane“, ha dichiarato l’attivista Abdullah Abu Rahmeh. “Marwan continuerà lo sciopero fino a quando non raggiungerà i suoi obiettivi“. L’attivista ha fatto anche sapere che il lavoro sul mosaico è iniziato prima del rilascio del video.

I detenuti stanno scioperano per ottenere migliori condizioni di vita, tra cui più visite familiari.

La portavoce della Prison Service di Israele, Nicole Englander, ha detto che i prigionieri in sciopero della fame erano 882. Uno è stato ricoverato in ospedale e un altro è stato sottoposto a controlli medici. La settimana scorsa, il numero degli scioperanti variava da 850 a 890.

Martedì 9 maggio, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha invitato Israele a soddisfare le sue richieste umanitarie e ha fatto sapere che un deterioramento delle condizioni di salute degli scioperanti “renderebbe la situazione più complicata“.

I palestinesi hanno inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, invitando la comunità internazionale a sostenere i prigionieri colpiti dalla fame e chiedendo che Israele rispetti i loro diritti, la loro dignità e la loro umanità. La lettera redatta dall’incaricato per gli affari palestinesi, Feda Abdelhady-Nasser, afferma che Israele non ha risposto alle denunce dei prigionieri e chiede la fine di “isolamento, tortura, negligenza medica e detenzione amministrativa, nonché un accesso adeguato all’istruzione, all’assistenza medica e a visite familiari“. Inoltre dichiara che Israele “ha intensificato il suo abuso e lae punizioni collettive contro i detenuti“.

I funzionari israeliani sostengono che Barghouti, visto come potenziale successore all’Abbas, abbia lanciato lo sciopero per promuovere le sue ambizioni politiche. Il ministro della sicurezza pubblica di Israele, Gilad Erdan, lo ha accusato di essere “un assassino e un ipocrita“.

Marwan Barghouti, 58 anni, è stato condannato a cinque ergastoli perché, secondo il tribunale israeliano, avrebbe diretto degli attacchi durante una rivolta palestinese che ha ucciso cinque persone. Barghouti, in carcere dal 2002, ha affermato che il tribunale non ha giurisdizione su di lui.

Marwan Barghouti. Fonte: Wikimedia Commons

Marwan Barghouti. Fonte: Wikimedia Commons

 

di Redazione

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