Morte del leader dell’Isis in Afghanistan, arriva conferma ufficiale

Pubblicato il 8 maggio 2017 alle 10:55 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La morte del leader dell’Isis in Afghanistan (Isis-K) Abdul Hasib avvenuta durante un’operazione militare congiunta dell’esercito afghano e delle forze speciali statunitensi il 27 aprile e preannunciata dagli Usa è stata confermata dagli ufficiali afghani domenica 07 maggio.

 Abdul Hasib era diventato capo della cellula dell’Isis in Afghanistan nel 2016, dopo la morte del suo predecessore Hafiz Saeed Khan, rimasto ucciso in un attacco dei droni degli Stati Uniti. Hasib si ritiene abbia ordinato una serie di attentati di alto profilo, compreso quello che l’8 marzo scorso ha colpito il principale ospedale militare di Kabul, secondo la dichiarazione ufficiale dell’esercito. L’attentato all’ospedale ha visto la morte di decine di persone tra staff medico e pazienti ed è stato condotto da un gruppo di militanti camuffati da medici. Hasib avrebbe anche ordinato la decapitazione di alcuni anziani nei villaggi di fronte alle loro famiglie e avrebbe fatto rapire molte ragazze costringendole a sposare i militanti dell’Isis.

Il Pentagono aveva anticipato alla fine di aprile che Hasib era probabilmente stato ucciso durante un raid delle forze speciali statunitensi e dell’esercito afghano a Nangarhar, ma fino a domenica 7 maggio nessuna conferma ufficiale era stata diffusa.

“Il successo di questa operazione congiunta è un’altro passo importante nella nostra campagna per sconfiggere l’Isis-K entro il 2017”, ha dichiarato il comandante capo in Afghanistan degli Stati Uniti, il generale John Nicholson in un comunicato diffuso dal quartier generale delle forze statunitensi di Kabul.

La cellula dell’Isis in Afghanistan è nota anche come Islamic State Khorasan (Isis-K) ed è attiva dal 2015. Il gruppo combatte sia i Talebani che le forze alleate afghano-statunitensi. L’Isis-K ha forti legami con l’Isis in Iraq e in Siria, ma sembra mantenere un’ampia indipendenza operativa.

Le forze speciali di Stati Uniti e Afghanistan hanno condotto molte operazioni militari che hanno colpito molte decine di militanti, per lo più a Nangarhar sul confine con il Pakistan. Gli Stati Uniti considerano la sconfitta dell’Isis-K come una delle priorità da raggiungere entro la fine del 2017.

Bandiera dell'Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera dell’Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.