La morte del violinista Armando Cañizales costringe il governo venezuelano a dare spiegazioni

Pubblicato il 8 maggio 2017 alle 9:18 in America Latina Venezuela

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La morte del violinista Armando Cañizales, ucciso da un colpo di arma da fuoco durante le proteste antigovernative, ha provocato la reazione della comunità artistica e costretto per la prima volta in sei settimane il governo di Caracas a dare spiegazioni.

Giovani musicisti rendono omaggio ad Armando Cañizales. Fonte: venezuelatoday

Giovani musicisti rendono omaggio ad Armando Cañizales. Fonte: venezuelatoday

Armando Cañizales è morto in conseguenza di una ferita d’arma da fuoco all’altezza del collo, ho incaricato gruppi speciali della polizia scientifica di condurre le indagini del caso – con queste parole Néstor Rivarol, ministro degli interni e della giustizia del Venezuela, ha assunto su di sé la responsabilità delle indagini. È la prima volta, dopo sei settimane di proteste e trentasette morti, che il governo di Caracas riconosce di dover rendere conto della morte di un manifestante.

La morte del violinista diciottenne, membro del famoso Sistema Nacional de Orquestas Infantiles y Juveniles de Venezuela, ha causato la reazione della comunità artistica e di una parte della società del paese latinoamericano finora non coinvolta nelle proteste. Il noto direttore d’orchestra Gustavo Dudamel ha rivolto al Presidente Maduro un appello affinché “ascolti la voce del popolo” sottolineando come “il tempo non può essere marcato dal sangue della nostra gente”.

Il governo di Caracas ha preso atto che questa volta non sarebbe bastato parlare di “fascisti” e “agenti provocatori dell’imperialismo internazionale” come fatto finora. Il leader dell’opposizione Enrique Carpiles ha reso omaggio al giovane musicista esprimendo la speranza che il dolore dia la forza di continuare a lottare affinché la morte di tanti manifestanti non sia stata vana.

Non si placano, frattanto, le proteste nel paese. Nel nord del Venezuela la distruzione di una statua del defunto presidente Hugo Chávez, fondatore del Venezuela bolivariano e socialista, ha provocato una violenta reazione delle forze di sicurezza. Nella stessa regione di Perijá, i manifestanti hanno preso d’assalto la sede del comune di Villa del Rosario. I comuni sono, infatti, alla base del nuovo sistema che vorrebbe impiantare il Presidente Maduro e contro cui la popolazione è scesa in piazza.

Il Presidente della Repubblica, dal canto suo, ha scatenato una ridda di polemiche sabato 6 maggio, quando ha provocatoriamente chiesto ad alcune mucche sostegno per il suo progetto di riforma costituzionale. In occasione di una visita ad una fiera agropecuaria, Nicolás Maduro rivolgendosi ad alcuni bovini ha chiesto: “appoggerete la mia Costituente o volete la guarimba (termine dispregiativo usato dal governo per indicare i manifestanti)? Volete la violenza? volete la morte?”. Il governo di Caracas non ha commentato l’episodio.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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