Corea del Nord: arrestato un cittadino americano

Pubblicato il 8 maggio 2017 alle 10:31 in Asia Corea del Nord

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Un altro cittadino degli Stati Uniti è stato arrestato in Corea del Nord è sospettato di “atti ostili” contro lo stato. Si tratta del quarto cittadino americano detenuto da Pyongyang dall’inizio della fase di forte tensione diplomatica con Washington.

Kim Hak Song, cittadino statunitense di origine nordcoreana, lavorava alla Pyongyang University of Science and Technology, è stato arrestato sabato 6 maggio, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa KCNA.

La ragione alla base della detenzione, secondo l’agenzia ufficiale del regime nordcoreano, sarebbero gli atti ostili dell’uomo contro Pyongyang.

Alla fine del mese di aprile un altro cittadino degli Stati Uniti, Kim Sang Dok, insegnante nello stesso istituto universitario era stato fermato ed arrestato mentre cercava di tornare in America.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti afferma di essere a conoscenza di quest’ultimo arresto. “La sicurezza dei cittadini degli Usa è una delle più alte priorità del dipartimento. Quando c’è la notizia di un cittadino statunitense detenuto in Corea del Nord, lavoriamo con l’ambasciata della Svezia a Pyongyang”, ha dichiarato un ufficiale del Dipartimento di Stato in un comunicato diffuso via email.

Il fermo al quarto cittadino americano giunge nel clima generale di alta tensione nella penisola coreana in merito al programma nucleare e missilistico di Pyongyag condotto in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. La Corea del Nord, dal canto suo, accusa gli Stati Uniti e la Corea del Sud di voler invadere il suo paese e di preparare la guerra.

L’ultima goccia nel mare della tensione tra Pyongyang e Washington era giunta venerdì 5 maggio, quando la Corea del Nord ha accusato la CIA – l’agenzia di intelligence degli Stati Uniti – di aver tentato di assassinare il leader maximo Kim Jong-un. L’assassinio sarebbe dovuto avvenire utilizzando sostanze biologiche non meglio specificate durante un evento cerimoniale nella capitale Pyongyang. Queste le informazioni diffuse dal Ministero per la Sicurezza del regime in una dichiarazione. Il comunicato spiega che l’agenzia di intelligence degli Stati Uniti avrebbe corrotto un cittadino nordcoreano – indicato con un generico “Kim”- per realizzare il piano e uccidere Kim Jong-un. Le possibili occasioni in cui portare avanti il progetto sarebbero potute essere una visita del leader al mausoleo dove riposano suo padre e suo nonno o una parata militare. La dichiarazione di Pyongyang e le accuse alla CIA sono impossibili da verificare. Secondo un portavoce della CIA sarebbe una pratica comune e diffusa delle agenzie di stampa del regime quella di far presagire pericolo di vita per il leader del paese. Si tratterebbe di una modalità per rafforzare l’unità del paese e il sostegno della popolazione nei confronti del leader maximo.

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

di Redazione

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