Continuano gli scontri tra le forze del regime siriano e dell’opposizione

Pubblicato il 7 maggio 2017 alle 10:08 in Medio Oriente Siria

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Nonostante l’entrata in vigore del piano russo sull’istituzione di safe zones in Siria, gli scontri tra le forze del regime e dei ribelli sono ancora in corso nel paese mediorientale.

The New Arab ha riportato che la proposta della Russia è entrata in vigore a mezzanotte del 5 maggio ma che, ieri, le ostilità sono continuate nelle aree nella provincia di Hama, dove ha avuto luogo un raid aereo. Inoltre, le forze del regime siriano hanno attaccato l’area di Karf Zita e di Latamneh, sempre presso Hama, dove i ribelli hanno risposto al fuoco nemico. Mohammed Rasheed, portavoce del gruppo dell’opposizione siriana di Jaish al-Nasr stanziato ad Hama, ha riferito che le tensioni sono iniziate poco dopo la mezzanotte di venerdì.

Ad Astana, il 3 e il 4 maggio, l’Iran e la Turchia hanno firmato la proposta russa sull’istituzione in Siria di zone cuscinetto da cui propagare la cessazione delle ostilità anche nel resto del paese. Il memorandum concluso dai tre Stati è stato reso noto, anche se i suoi dettagli rimangono poco chiari. Sembra che le safe zones devano essere stabilite in prossimità di aree specifiche sotto il controllo dei ribelli, dove sono in corso scontri con le truppe governative di Bassar al-Assad, e che dovrebbero ricadere sotto la gestione di una delle potenze straniera coinvolte nel conflitto. Il Ministero della Difesa russo ha specificato che le zone in questione fanno parte delle aree di Idlib, Hama, Aleppo e Latakia, popolate da più di 1 milione di persone.

Durante i colloqui ad Astana, la delegazione dei ribelli siriani si è mostrata contraria a tale piano, tanto che un suo membro ha abbandonato la sala della riunione, affermando che l’opposizione non avrebbe mai accettato l’Iran come garante della pace. La delegazione delle forze governative, invece, si è detta d’accordo con la proposta russa, sottolineando, però, che avrebbe continuato a combattere “i gruppi ritenuti terroristici”. Le Nazioni Unite, gli USA e l’Arabia Saudita appoggiano il piano, nonostante la Russia abbia bandito il sorvolo delle zone da parte dei jets da guerra americani.

Il conflitto siriano è scoppiato nel marzo 2011, quando le forze del regime di Assad hanno respinto brutalmente le proteste da parte dell’opposizione. Da allora, circa mezzo milione di persone, per la maggior parte civili, sono morti per via dei bombardamenti.

Edificio in fiamme in Siria. Fonte: Wikimedia Commons

Edificio in fiamme in Siria. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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