Yemen: entrambe le parti coinvolte nel conflitto colpiscono ripetutamente gli ospedali del paese

Pubblicato il 5 maggio 2017 alle 6:42 in Medio Oriente Yemen

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Le organizzazioni non-governative Save the Children e Whatchlist hanno pubblicato un report in cui hanno documentato tutti gli attacchi contro gli ospedali e le strutture mediche in Yemen.

Nel rapporto, le due organizzazioni affermano che, in base al diritto internazionale, i malati, i feriti, tutte strutture e i veicoli medici non dovrebbero essere mai colpiti nel corso di un conflitto. Nel 2015, le Nazioni Unite hanno registrato 59 attacchi, da parte sia dei ribelli Houthi, sia dalle forze della coalizione a guida saudita; nel 2016, l’Unicef ha stimato 93 offensive del genere e, infine, tra il marzo 2015 e il marzo 2017, la Croce Rossa ha riportato che hanno avuto luogo 160 bombardamenti contro strutture ospedaliere.

Nel documento di Save the Children e Whatchlist si legge che “le parti del conflitto hanno danneggiato gli ospedali attraverso raids aerei e dispositivi esplosivi di diverso genere; inoltre, il personale medico di numerose strutture è stato minacciato, detenuto in prigione, rapito ed ucciso, mentre molte ambulanze sono state rubate“.

Justin Armstrong, direttore di Medici Senza Frontiere (MSF) in Yemen, ha riferito a The New Arab che è davvero difficile curare i feriti ed i malati in un contesto simile. MSF ha subito 4 attacchi contro le proprie strutture nel corso degli ultimi due anni; per questo motivo, l’organizzazione è stata costretta a ritirare tre postazioni nel governatorato di Hajjah, dove sono morte 19 persone e ferite altre 24. “Gli attacchi sono una minaccia continua, non è sempre possibile lavorare e assicurare i servizi che dovremmo fornire ai cittadini bisognosi”, ha spiegato Armstrong.

Il 26 aprile, le Nazioni Unite hanno pubblicato un comunicato in cui hanno reso noto che quasi 19 milioni di yemeniti, entro breve tempo, rischieranno di morire di fame. A tale proposito, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire e di mandare al più presto aiuti umanitari nello Stato mediorientale

La guerra civile yemenita è scaturita da un conflitto tra i ribelli Houthi, alleati con le forze fedeli all’ex presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, e i sostenitori dell’attuale presidente Hadi. Dal marzo 2015, gli Houthi controllano la capitale Sana’a, mentre il governo di Hadi, riconosciuto come presidente legittimo dalla comunità internazionale, ha sede ad Aden, nel sud del paese. Nello stesso anno, l’Arabia Saudita ha assemblato una coalizione internazionale formata dal Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Giordania, Marocco e Sudan, per bombardare gli Houthi. Il conflitto, fino ad ora, ha causato la morte di 10,000 civili e ha costretto circa 3 milioni di cittadini yemeniti ad abbandonare le proprie case.

Strutture distrutte in Yemen. Fonte: Wikimedia Commons

Strutture distrutte in Yemen. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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